Borsa Milano narcotizzata dalla Fed, ancora giù Saipem

18 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Tenuta a galla dalle banche che salgono insieme al comparto europeo, Borsa Milano chiude poco variata, al termine di una seduta nervosa, ma calmierata dalle dichiarazioni del numero uno della Bce. Mario Draghi ha detto che l’istituto è aperto alla possibilità di intervenire con misure non convenzionali. Ftse Mib +0,02% a 16.197,94 punti. Altri listini europei contrastanti, Londra +0,73%, Francoforte +0,17%, Parigi -0,13%, Eurostoxx 50 -0,10%.

L’attesa per le decisioni della Fed, che si riunisce oggi e domani, sulla politica monetaria Usa e’ come se avesse narcotizzato i mercati. “Se si aggiungono le scadenze tecniche di venerdì e un po’ di diffidenza legata al caso Saipem si capisce come si arriva a scambi davvero miseri”, dice a Reuters un trader.

Focus puntato dunque sulla riunione della Fed, che terminerà nella giornata di domani con l’annuncio sui tassi e soprattutto con le dichiarazioni di Ben Bernanke, sulla possibile adozione di una exit strategy dalle politiche monetarie accomodanti di quantitative easing. A tal proposito, Nouriel Roubini ha lanciato un allarme, mettendo in evidenza i rischi di una riduzione delle misure di quantitative easing, parlando anche della possibilità che si presenti una grande bolla.

In questo contesto, preoccupa anche il mercato dei bond Usa, che avrebbe ormai preso le sembianze di uno schema Ponzi, a causa delle iniezioni di “droga” e fiducia eccessiva almeno quanto ingiustificata operate dalle banche.

Pubblicato l’indice Zew, che misura la fiducia degli investitori tedeschi. Il commento di Vincenzo Longo, market strategist di IG. “L’indice a giugno ha mostrato un forte miglioramento della componente prospettica, passata a 38,5 punti dai 36,4 di maggio. Delusione invece è arrivata dalla parte corrente, scesa inaspettatamente a 8,6 punti dagli 8,9 del mese precedente e contro i 9,5 previsti.Il dato sembra andare in contro corrente con quanto riportato dalla Bundesbank nel bollettino di giugno, dove è prevista un’accelerazione della crescita nel secondo trimestre dell’anno e un rallentamento durante i mesi estivi. Gli investitori tedeschi sembrano non condividere questa view e si attendono una ripresa più veloce durante tutto il secondo trimestre”.

Continuando, Longo aggiunge: “se guardiamo ai dati sui Pmi, la nostra view si avvicina a quella dello Zew e crediamo in una ripresa destinata a rafforzarsi soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno e comunque non prima delle elezioni tedesche del 22 settembre prossimo. Sulla delusione della parte corrente riteniamo che gli investitori non abbiano apprezzato l’ultima conferenza stampa di Draghi, dove è stata allontanata l’ipotesi dell’utilizzo di misure non convenzionali aventi come sottostante gli Abs”.

A questo punto, “una tappa chiave per la ripresa dell’Eurozona sarà il Consiglio europeo del 27 giugno prossimo che vedrà all’ordine del giorno le misure di politica economica che possano rilanciare la competitività e la crescita. Molto in questa chiave deve essere fatto dalla Bce.

Intanto dal G8 in corso a Belfast il ministro per gli affari europei Enzo Moavero fa sapere che sulla Tobin tax l’Italia mettera’ il veto se questa tassa verra’ applicata a titoli Stato.

Tra i singoli titoli, Saipem ancora male (-2,46%) dopo il forte tonfo di ieri successivo al secondo allarme utili lanciato dalla controllata di Eni. Divieto di vendite allo scoperto per il titolo, che recupera terreno, rimanendo però sui minimi dal 2009. La Consob ha scritto in una nota che il divieto è stato adottato in applicazione dell’articolo 23 del Regolamento comunitario in materia di “Short Selling”, tenuto conto della variazione di prezzo registrata ieri dal titolo (superiore alla soglia del 10%). Il provvedimento rimarrà in vigore anche domani, 18 giugno 2013 (fino alle ore 24:00), sul mercato MTA di Borsa Italiana. Sell anche su Eni (-1,09%).

Il divieto, precisa ancora la nota, riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli. Con ciò viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre scorso in virtù del Regolamento Comunitario.

Bene Monte Paschi dopo che il ministero dell’economia Fabrizio Saccomanni ha consegnato il piano sulla ristrutturazione della banca senese alla Commissione europea. Il piano era stato approvato dal cda nella riunione del 13 giugno; tra le indiscrezioni rilevate, quella di porre fine al limite di voto del 4%, condizione necessario per l’approvazione degli aiuti europei.
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“Continueremo ad assistere a una continua volatilità complici i timori di quanto farà la Fed riguardo alla sua politica monetaria” ha commentato in una intervista a Bloomberg Daphne Roth, responsabile della ricerca sull’azionario asiatico presso Abn Amro a Singapore – Il ritiro della liquidità potrebbe essere un problema per le società che sono alla ricerca di finanziamenti. Ed esiste il problema della liquidità scarsa in Cina”.

Azionario asiatico negativo, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index che chiude in rosso per la prima volta in tre sessioni, sulla scia delle preoccupazioni in Cina. Il calo è stato comunque limitato a -0,3%. A livello globale, almeno di 2.700 miliardi è stato il calo dei mercati globali da quando Ben Bernanke, lo scorso 22 maggio, ha ventilato la possibilità di una riduzione del quantitative easing.

BTP ITALIA – Il differenziale fra Btp decennali e Bund tedeschi -0,5% a 275,64, a fronte di tassi sui BTP decennali +0,65% al 4,28%.

PIAZZA AFFARI – Bancari per lo più positivi, in particolare Mps. In controtendenza le Popolari (Milano -2,49%, Emilia -1,86%). Schiacciata in fondo al paniere anche Parmalat (-2,45%). I fondi azionisti del gruppo alimentare criticano l’operazione di acquisto di LAG, mentre l’AD Yvon Guerin difende la correttezza del Cda. Tra gli altri titoli, Fiat sconta il calo delle immatricolazioni auto in Europa.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro +0,13% a $1,3384 dopo aver testato $1,34; dollaro/yen +1,11% a JPY 95,54, euro/franco -0,14% a CHF 1,2313.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,38% a $98,14 al barile, le quotazioni dell’oro (contratti con scadenza agosto) -0,69% a $1.373,20 l’oncia. Venduti i Treasuries a scadenza decennale, con i rendimenti che salgono +1,16% al 2,21%.

Occhio alle dichiarazioni di JP Morgan, che ha affermato in una nota che gli investitori stanno ignorando la possibilità di uno shock dei prezzi del petrolio, provocato dalle tensioni in Medioriente, che potrebbero portare i valori del contrattpo Brent a $115 (al momento il valore è di $105,95 circa) entro quest’anno. Un sondaggio di Cnbc mette invece in luce come gli strategist credano che il contratto WTI tornerà a $100 al barile questa settimana: i prezzi hanno già recuperato terreno e viaggiano al massimo in nove mesi.

REPORT SUI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura : Il presidente della BCE Draghi ha enfatizzato l’apertura della Bce verso l’utilizzo di ulteriori manovre non convenzionali se necessario, pur nella consapevolezza dei possibili effetti indesiderati che potrebbero scaturirne. Il riferimento appare essere soprattutto alla possibilità di posizionamento in negativo del tasso sui depositi. ll capo dell’istituto Zew, Fuest, durante un’intervista al quotidiano Handelsblatt ha dichiarato che la Corte Costituzionale tedesca non può bloccare il programma di acquisto di bond della BCE, ma si limiterà ad insistere che l’istituto agisca all’interno del suo mandato.

Continua il clima di tensione in Grecia dopo la decisione di chiudere l’emittente statale Ert. Ieri sera, secondo Kathimerini, la Corte ha sospeso l’ordine del governo di chiudere Ert, affermando che il segnale dovrà rimanere “on air” fino a quando non sarà avviato un programma di riforma delle comunicazioni nazionali. I partiti della coalizione di governo (i conservatori di Samaras, i socialisti di del Pasok e la sinistra democratica) sono discordanti su diversi punti al punto che il leader del Pasok Venizelos ha dichiarato che potrebbe essere necessario un rimpasto di governo.

I timori degli operatori sono legati al fatto che le tensioni potrebbero far tornare di nuovo il paese alle elezioni, nonostante il primo ministro Samaras abbia smentito queste indiscrezioni.

Negli Usa, l’attenzione degli operatori continua ad essere focalizzata sul possibile contenuto delle parole di Bernanke nel corso della conferenza stampa di domani, in un contesto in cui il flusso di dati macro ha fornito ieri indicazioni particolarmente favorevoli. In particolare è risultato ampiamente sopra le attese il dato sulla fiducia dei costruttori di giugno, arrivato ai massimi dal 2006 e migliorato soprattutto nella componente prospettica. Allo stesso tempo FT ha pubblicato un articolo segnalante la possibilità imminente di un ridimensionamento del piano Fed, pur continuando a subordinarlo al tenore dei prossimi dati macro. Nell’articolo viene enfatizzato come alcuni membri Fed considerino una crescita media degli occupati nell’ordine di circa 200.000 unità mensile, migliore di quanto possa apparire. L’impatto congiunto dei dati macro e dell’articolo di FT ha contribuito al rialzo dei tassi a lungo termine riportandoli in prossimità del 2,18% sul comparto decennale. Oggi il focus sarà sui dati sul’inflazione di maggio, importanti soprattutto se inquadrati in un contesto di marcato calo delle aspettative di inflazione.

Valute: euro in deprezzamento questa mattina riavvicinandosi ad area 1,3350 dopo le parole di Draghi che hanno sottolineato l’apertura verso l’adozione di ulteriori manovre non convenzionali. Il cambio verso dollaro sta seguendo negli ultimi giorno una fase attendista in vista soprattutto del contenuto del discorso di Bernanke di domani. Rimane nel breve il supporto a 1,3250.

Yen in deprezzamento verso dollaro riconquistando quota 95, sempre sulle attese di un ridimensionamento del piano Fed. Verso euro confermiamo nel breve la resistenza a quota 128. Dollaro australiano in deprezzamento dopo la pubblicazione dei verbali dell’incontro della banca centrale del 4 giugno in cui viene evidenziata la possibilità di un’ulteriore svalutazione della valuta domestica con possibilità anche di ulteriore taglio del tasso di riferimento nel caso in cui il contesto inflattivo lo consenta.

In deprezzamento anche la sterlina in attesa oggi dei dati sull’inflazione di maggio. Sul fronte emergente segnaliamo ieri un deprezzamento generalizzato verso dollaro delle principali valute dell’area. Si tratta probabilmente di un movimento di assestamento prima dell’esito della riunione Fed di domani.

Commodity: partenza della settimana tendenzialmente in negativo per le principali materie prime in un contesto ancora di incertezza sui mercati alla vigilia della riunione Fed. In lieve calo il settore dei metalli industriali e preziosi. Tra gli energetici lieve calo sia per il Brent (-0,4%) sia per il WTI (-0,1%), mentre spicca il rialzo di circa il 4% del gas naturale Usa, migliore commodity del giorno, su attese di una maggiore domanda per la produzione di energia elettrica. Andamento misto per le agricole: rimbalza il mais mentre prese di profitto prevalgono sul cotone (-4,2%), dopo il forte rally delle scorse sedute.

INFORMAZIONI SU TITOLI PIAZZA AFFARI DI MPS CAPITAL SERVICES

ENEL GREEN POWER – La società ha annunciato ieri la cessione di Enel.si a Enel Energia per 92 Mln€.

ENI – L’A.D. Paolo Scaroni ha detto che il profit warning di Saipem ha effetti modesti su Eni, e dovrebbe tradursi in un rallentamento della vendita della partecipazione nella controllata.

FINMECCANICA – L’A.D. Alessandro Pansa ha detto che la società prevede di realizzare sui mercati internazionali vendite per 8-10 Mld€ l’anno tra il 2013 e il 2015. AgustaWestland e Selex ES hanno acquisito nuovi ordini per un ammontare complessivo pari a circa 240 Mln€. Thales Alenia Space, controllata al 33% da Finmeccanica e al 67% da Thales, ha firmato un contratto da oltre 200 Mln€ per il programma Exomars.

GENERALI – La battaglia per la conquista di Bsi, la private bank svizzera messa in vendita da Generali nell’ambito del piano di dismissione degli asset non core, si giocherà tutta nella penisola iberica e non è escluso che l’operazione si chiuda a inizio luglio.

RCS – Secondo il prospetto informativo, al massimo 142 Mln€ dell’aumento di capitale da 421 Mln€ saranno destinati allo sviluppo. Mittel ha aderito all’aumento di capitale di Rcs, iniziato ieri, ma non all’inoptato. Oggi si terrà il Cda di aggiornamento sulle cessioni degli asset non strategici.

SAIPEM – La Consob ha disposto anche per oggi il divieto temporaneo di vendite allo scoperto sul titolo, in forte calo ieri dopo il profit warning (chiusura in calo del 29,19%a 14,24€).

STM – La società ha siglato un accordo con Rambus che estende gli accordi di licenza esistenti tra le due aziende, aprendo la strada a possibili ulteriori collaborazioni.

AXA – Il secondo assicuratore europeo per capitalizzazione di mercato ha annunciato che intende prestare 10 Mld€ nell’arco dei prossimi 5 anni per progetti legati alla realizzazione di infrastrutture.

TELEFONICA – Secondo quanto riportato dal quotidiano El Mundo, il governo spagnolo si sarebbe opposto ad un offerta presentata da AT&T per rilevare il 100% della tlc spagnola per 70 Mld€, con un premio del 30% circa rispetto al prezzo attuale del titolo Telefonica sulla borsa spagnola. Il governo avrebbe bloccato l’operazione in quanto ritiene Telefonica un asset strategico per l’economia nazionale. La società ha negato la presenza di manifestazione di interesse da parte di AT&T, dicendo che non vi è stato alcun tipo di contatto con il gruppo americano.

BOEING – Il produttore di aeromobili Usa ha ricevuto un ordine da General Electric per 10 Boeing 787 Dreamliners valutato circa 2,9 Mld$. Sulla scia della notizia il titolo ha chiuso la seduta di borsa a 103,03$, sui massimi da ottobre 2007.