Borsa Milano in rialzo. Ma nel 2016 azionario globale giù di $5.400 miliardi

12 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Borsa Milano sfida il clima di alta tensione e il saliscendi dei prezzi del petrolio delle ultime ore e accelera al rialzo, con il Ftse Mib che riagguanta la soglia di 20.000 punti, con un rialzo superiore a +1%.

Il listino italiano è trainato soprattutto dai rialzi dei titoli del lusso, con Ferragamo che è stata anche sospesa per eccesso di rialzo, con un guadagno teorico superiore a +6%. Molto bene con rialzi tra +2% e +3% anche Ferrari e FCA. In generale, nella seduta di oggi, oltre che a Borsa Milano, sono i titoli del settore auto a sostenere l’azionario europeo.

L’indice Dax della Borsa di Francoforte – sui cui incidono soprattutto i titoli delle società esportatrici e dunque del comparto auto – si conferma il listino migliore, recuperando fino a +2,2% e riducendo le perdite del 2016 a -6,6%.

Lo spettro Cina è dietro le quinte oggi, complice anche l’intervento di Pechino a sostegno dello yuan. Intervistato da Bloomberg e commentando il trend dei mercati in Europa Ben Kumar, gestore presso Seven Investment Management, a Londra, commenta:

“Siamo positivi sui fondamentali, ma qualsiasi persona che sia bullish nel lungo termine deve fare i conti con il sentiment negativo di breve periodo. Sta diventando sempre più difficile, ogni giorno, rimanere ottimisti, dal momento che ogni sforzo di ripresa è molto fragile”.

E di fatto, dall’inizio dell’anno, la capitalizzazione dell’azionario globale è scesa di ben $5.400 miliardi.

Piazza Affari l’attenzione rimane su Mps, dopo lo scivolone del titolo, che ha ceduto oltre -10% alla vigilia, e la decisione della Consob di vietare operazioni di short selling sul titolo nella sessione odierna. Forte volatilità sul titolo, che arriva a testare anche nuovi minimi storici, per poi recuperare terreno. Forti oscillazioni interessano anche Banca Carige.

Il valore di mercato di Mps è sceso con le vendite di oggi fino a 2,6 miliardi, meno dei tre miliardi di aumento di capitale varato dietro ordine della Bce.

Sul Ftse Mib si segnala anche il forte calo di A2A, arrivata a cedere oltre -5%. Le quotazioni si avvicinano alla media mobile degli ultimi 200 giorni.

Un’altra seduta per lo più negativa per i mercati azionari asiatici, con la Borsa di Tokyo che ha visto l’indice Nikkei scivolare -2,71%.

Petrolio riduce notevolmente le perdite, dopo il -6% della vigilia e le perdite -2% circa sofferte nelle contrattazioni asiatiche. Sia il contratto WTI scambiato sul Nymex che il Brent riagguantano la soglia di $31. Ma c’è ora anche chi scommette su prezzi del petrolio in caduta libera fino a $10. Si tratta degli analisti di Standard Chartered, che motivano le loro stime con la forza del dollaro Usa e con il pessimismo presente sul mercato azionario.

Sul fronte del forex, il cambio euro/dollaro è piatto sotto la soglia di $1,09. Dollaro/yen invariato attorno a JPY 117,80. Poco mosso anche l’euro/yen a JPY 127,80 circa.

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Laura Naka Antonelli 12 Gennaio 20169:15

La Banca di Francia ha mantenuto invariate le stime sul Pil francese del quarto trimestre a +0,3%. L’istituto ha reso noto anche che l’indicatore che misura la performance delle condizioni di business nel settore industriale è salito a dicembre a 99 punti, dai 98 di novembre. L’indicatore relativo al settore dei servizi è rimasto invariato su base mensile, a 96.

Laura Naka Antonelli 12 Gennaio 20169:16

Il continuo crollo dei prezzi del petrolio zavorra di nuovo il rublo, che si deprezza a oltre 76 nei confronti del dollaro. Di seguito, il rapporto dollaro/rublo.

Laura Naka Antonelli 12 Gennaio 20169:40

Chiusura positiva per l’indice Shanghai Composite, che ha terminato la sessione in rialzo +0,7%, a 3.215 punti. Dall’inizio del 2016, la borsa è comunque in calo di ben -13,8%. Gli investitori hanno accolto con favore gli annunci arrivati da Pechino. La banca centrale People’s Bank of China, in particolare, è intervenuta oggi in modo aggressivo sui mercati valutari offshore, al fine di sostenere il valore dello yuan. Immediata la reazione dei tassi dei mercati monetari, che sono schizzati verso l’alto. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 12 Gennaio 201610:53

Il tonfo dei prezzi del petrolio sarà pagato caro dalla Corporate America. Stando ai dati della società Wolfe Research, un terzo di produttori Usa di petrolio e gas rischia la bancarotta o comunque un processo di ristrutturazione entro la metà del 2017. La sopravvivenza, per alcune di loro, potrà essere possibile solo se i prezzi del petrolio, dagli attuali $30,  torneranno almeno a $50. Alla chiusura delle contrattazioni a Wall Street, i futures sul contratto WTI hanno perso ieri oltre -5% a $31,41, nuovo minimo in 12 anni. Ma nelle contrattazioni asiatiche il sell off è tornato, con le quotazioni che ora, così come nel caso del Brent, sono appena superiori a $30 al barile. Nel suo rapporto Morgan Stanley – che ritiene possibile che il petrolio possa affondare fino a $20 nel corso del 2016 – ha sottolineato che il contesto attuale, per le aziende e i prezzi energetici, è “peggiore di quello del 1986”. 

Laura Naka Antonelli 12 Gennaio 201613:12

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread tra BTP e Bund a 10 anni registra un rialzo +0,70% oltre 104 punti base, con i rendimenti decennali che salgono +1,84% all’1,61% e i tassi sui Bund che balzano oltre +4% allo 0,56%. 

Laura Naka Antonelli 12 Gennaio 201613:14

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, si mette in evidenza il forte calo di A2A, che cede oltre -4% a 1,187 euro. Le quotazioni del gruppo si avvicinano alla media mobile delle ultime 200 sedute. 

Laura Naka Antonelli 12 Gennaio 201613:18

Alle 13.08 ora italiana, l’indice Ftse Mib segna un rialzo +1,33% a 20.019,52 punti, riagguantando l’importante soglia psicologica. A2A cede -4,27%, e si conferma tra i titoli peggiori. Bene i bancari, con Banca Mediolanum +3,25%, Mps +3,62%, Bper +0,40%, BPM +1,87%, BP +1,92%, Ubi Banca +1,18%, Unicredit è invece sotto pressione, con un calo -0,38%. Tra altri titoli Campari +1,83%, Enel -0,80%, Eni +1,42%, FCA +3,82%, Ferrari +2,52%. Sono soprattutto i titoli del lusso ad andare bene, come Moncler +5,02%, Ferragamo sospeso per eccesso di rialzo con rialzo teorico +6,50%.

Daniele Chicca 12 Gennaio 201616:10

L’avvio è positivo per la Borsa americana, con gli investitori che sembrano non avere intenzione di ascoltare il consiglio di RBS, i cui analisti avevano consigliato di “vendere tutto”. Gli schermi a Wall Street sono tinti di verde. Intanto il listino italiano si porta sopra i 20.000 punti, forte di un progresso dell’1,24%.

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Daniele Chicca 12 Gennaio 201617:53

Nonostante la volatilità dei prezzi del petrolio, l’azionario europeo ha saputo distinguersi in positivo. Il listino Ftse MIB non riesce a chiudere sopra la soglia psicologica dei 20 mila punti ma archivia la seduta in buon progresso. Il risultato positivo dello 0,91% a 19.970,10 punti.

Ci vorrà più di un rialzo di un punto percentuale, tuttavia, per porre rimedio ai danni della prima settimana dell’anno. Lo yuan in rialzo è la principale fonte di conforto per i rialzisti quest’oggi. Il petrolio invece ha fatto avanti e indietro oscillando intorno ai minimi di 12 anni prima di assestarsi in lieve ribasso. Una serie di banche ha rivisto al ribasso le previsioni sui futures del greggio, con una, Standard Chartered, che ha addirittura previsto un valore di 10 dollari al barile.