Borsa Milano in rialzo, aspettando voto Parlamento greco

15 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chiusura in rialzo per le Borse europee, nonostante l’approvazione delle riforme imposte dall’Europa da parte del Parlamento greco sia una strada piena di ostacoli, con numerosi rappresentanti di Syriza che hanno manifestato critiche e dissenso. Sul finale Milano ha registrato un progresso dell’1,28% a 23.392 punti, vantando la performance migliore d’Europa. Positive le altre piazza europee: L’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,28% a 23.392 punti. A Francoforte l’indice Dax guadagna lo 0,20% a 11.539,66 punti. La Borsa di Parigi chiude in rialzo dello 0,29%, con l’indice Cac 40 a 5.047,24 punti. Invariata Londra.

Piazza Affari ha beneficiato del rialzo dei titoli delle banche, tutte ben impostate. In particolare sono state gettonate le azioni delle popolari, in vista di operazioni straordinarie che si profilano all’orizzonte. In evidenza le Fca (+3%), sull’onda del giudizio positivo di Credit Suisse. Per contro non si sono arrestate le vendite su Azimut (-1,98%) e Mediolanum (-1,14%), ancora penalizzate dal richiamo Consob alle societa’ di gestione del risparmio in materia di commissioni di performance.

Sul fronte dei cambi, l’euro e’ scambiato a 1,0957 dollari (ieri a 1,1008). Vale inoltre 135,8 (135,82), mentre il dollaro-yen si attesta a 123,91 (123,38). Il petrolio (wti) si attesta a 52,25 dollari al barile in calo dell’1,49%.

“Sono abbastanza fiducioso, temo di più il voto di altri parlamenti nazionali come quello tedesco e finlandese”, dice a Reuters un operatore di Borsa, che prevede borse sostanzialmente ingessate fino a quando l’accordo sul salvataggio di Atene non sarà definitivo.

A Piazza Affari a livello settoriale bene le banche, sostenute dalla performance positiva dei Btp. Brillano in particolare le popolari grazie anche al ritorno delle speculazioni sulle possibili operazioni di M&A, cui i vari istituti si stanno preparando scegliendo i vari adviser. I

Dopo una partenza in rialzo, retrocedono Eni e Saipem. “Al di là dell’impatto di breve termine sui prezzi del greggio, la riapertura dell’Iran è un’opportunità interessante per le grandi compagnie per sviluppare la produzione a costi bassi. Il settore dei servizi oil sarà il primo a beneficiarne”, commenta in una nota Esn/Banca Akros.

Chiusura in calo per lo spread tra il Btp e il Bund tedesco. Il differenziale di rendimento scende a 117 punti base, col tasso sul decennale all’1,99%.

I dati positivi pubblicati in Cina, la seconda economia al mondo, incoraggiano alcuni investitori a fare acquisti nonostante le incertezze sul futuro della Grecia e dell’area euro. In particolare nel settore minerario.

L’economia cinese ha registrato un’espansione più ampia del previsto nel secondo trimestre. Anche la produzione industriale è cresciuta in giugno.

I mercati asiatici sono scettici, tuttavia, sulla veridcità delle cifre. Secondo i dati riportati dal governo, il Pil è cresciuto del 7%. Ma i mercati non ci hanno creduto a giudicare dall’andamento di Borsa, che ha subito un nuovo tracollo.

L’indice di Shanghai, vittima di speculazioni da qualche tempo, ha accusato un calo di anche il -4,5%. Le altre Borse fanno bene, con l’indice giapponese Nikkei che ha chiuso a +0,38%.

Mentre al parlamento di Atene si vota l’implementazione delle riforme chieste dai creditori – l’esito è atteso per la mezzanotte – l’Fmi avverte che 85 miliardi di aiuti potrebbero non bastare e che il paese ha bisogno di una riduzione del debito molto più drastica di quella contemplata dalle autorità europee finora.

In ambito di eventi macroeconomici, oggi l’attenzione sarà rivolta al discorso di Janet Yellen, il numero uno della Federal Reserve americana. Il mercato scommette su un rialzo dei tassi nel 2015, ma vuole capire quando succederà e il numero di strette monetarie entro fine anno. È dal 2006 che la banca centrale Usa non alza il costo del denaro.

Sul valutario, l’euro scambia sul filo di 1,10 dollari, con il biglietto verde che negi ultimi giorni è sostenuto dalle speculazioni circa un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro fine anno. Euro franco svizzero a 1,0410. Euro sterlina -0,18% a 0,7030. Dollaro yen a 123,52 (+0,10%).

Tra le materie prime, timida ripresa dei futures sul petrolio che non riescono a recuperare le ingenti perdite subite in coda all’accordo sul programma nucleare iraniano. I contratti avanzano dello 0,19% a 53,14 dollari il barile. Il future sul Brent guadagna +0,14% a quota $58,59. L’oro perde -0,09% a 1.155,03 dollari l’oncia. L’argento -0,33%, attestandosi in area 15,32 dollari.

(DaC-mt)