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Borsa Milano in lieve calo, mantenere posizioni long?

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MILANO (WSI) – Wall Street riesce a influenzare positivamente gli indici europei che si risollevano dopo una mattinata debole, ma non evita il rosso a Piazza Affari. Il Ftse Mib ha chiuso in flessione dello 0,2%, il Ftse All Share dello 0,12%.

Lo spread Btp-Bund chiude a 193 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,59%. Il differenziale tra i titoli di Stato a 10 anni di Madrid e Berlino termina a 190 punti base, con il tasso dei Bonos al 3,56%

Alessandro Aldrovandi di Strategie di Trading, scrive, riferendosi al Ftse Mib, che “in definitiva, se il FTSE/MIB non viola al ribasso il supporto di 20.180, non possiamo far altro che mantenere in essere le posizioni long, esattamente in linea con il trend principale”.

Proseguendo, Aldrovandi afferma che “in caso contrario, il ribasso dovrebbe portare i prezzi ancora una volta sotto la soglia dei 20.000 punti, addirittura fino al livello 19.500. Successivamente, è molto probabile che le quotazioni si mantengano all’interno di un ampio trading range compreso tra 20.000 e 19.100, dove sarà importante alleggerire i portafogli o comunque utilizzare strumenti di copertura per proteggersi dall’incertezza e dalla mancanza di direzionalità”.

Da segnalare che l’indice di riferimento dell’azionario europeo Stoxx Europe 600 Index è scambiato a 14,4 volte gli utili attesi, contro le 15,6 volte dello S&P 500 e le 12,9 volte dell’MSCI Asia Pacific.

Notizie positive per alcuni titoli di Piazza Affari dopo i giudizi di Moody’s: l’agenzia di rating ha alzato l’outlook da negativo a stabile l’outlook sulle Poste, sulla Cdp e su altre sei banche italiane, confermando per tutte il rating.

Gli istituti sono UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banca Imi, CariFirenze, Cariparma e UniCredit Leasing.

Giudizi positivi di Moody’s anche per l’outlook di altri titoli, come Generali, Acea, Terna, Snam. Tenaris ko (-7%) dopo la mancata assegnazione da parte degli Usa di dazi antidumping alla Corea, principale importatore di tubi nel mercato americano. Protagonista in positivo A2a (+5,2%) dopo i conti 2013 che hanno evidenziato una crescita del margine operativo e una forte contrazione del debito.

In generale, stando ai dati compilati da Bloomberg, il valore di mercato dell’azionario globale è salito lo scorso 17 febbraio a $62.100 miliardi. Ma le preoccupazioni sullo stato di salute dell’economia mondiale sono sempre in primo piano.

Delusione in Cina per la pubblicazione dell’indice manifatturiero preliminare di febbraio stilato da HSBC, che è sceso a gennaio al minimo in sei mesi, a 49,5 punti.

In Asia borsa Tokyo negativa, indice Nikkei – 0,52%, a 14.766 punti, in concomitanza con il rafforzamento dello yen. Volumi di scambio inferiori del 20% rispetto alla media intraday degli ultimi 30 giorni.

L’indice azionario asiatico di riferimento, l’MSCI Asia Pacific è rimbalzato questo mese dopo aver perso -4,6% a gennaio, segnando il peggior inizio anno dal 2009.

Sul valutario, l’euro a 1,3762 dollari (1,3756 ieri); dollaro/yen -0,43% a JPY 101,91. Euro/franco svizzero -0,07% a CHF 1,2212. Euro/yen -0,50% a JPY 140,12. La moneta unica ritraccia dai massimi da inizio anno, che ha testato in giornata con un picco a 1,3773.

In ambito di commodities, commodities, i futures sul petrolio +0,34% a $102,78 al barile, oro -0,39% a $1.319,30 l’oncia.