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Borsa Milano chiude in ribasso sulla scia di Wall Street

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MILANO (WSI) – Piazza Affari chiude la seduta in rosso sulla scia di Wall Street. Nel finale l’indice Ftse Mib ha lasciato sul terreno l’1,33% a 20.422 punti.

Un copione scontato in una giornata dove anche le altre borse del Vecchio Continente hanno virato in basso. I volumi cominciano a risentire del periodo delle ferie e dunque levariazioni percentuali nei prezzi dei titoli risentono anche del ridotto spessore del mercato. I mercati si sono appesantiti dopo la diffusione dell’indice Zew (vedi sotto) che ha mostrato una diminuzione dell’ottimismo degli investitori sulle prospettive economiche della Germania.

Nessun rilevante impatto sul mercato dei titoli di stato, non c’e’ stata la corsa al Bund e lo spread con il Btp e’ rimasto in area 164 punti. Sul listino principale ha pesato Mediobanca (-4,38%) dopo un report di Morgan Stanley. Giù anche, tra i bancari, Unicredit (-2,11%), Intesa Sp (-1,61%), Bpm (-1,52%), FinecoBank (-1,27%), Ubi (-1,17%). Bene invece Mps (+2,68%)) e Banco Popolare (+1,40%). Le vendite hanno poi colpito, tra gli industriali, Autogrill (-3,58%), Telecom (-3,15%), Buzzi Unicem (-2,74%), Finmeccanica (-1,52%). Ancora una giornata in rosso per Mediaset (-2,37%). Tra i principali rialzo si distinguono, invece, Yoox (+4,26%) e Fiat (+0,47%).

Si registra un peggioramento del clima generale per via delle notizie giunte dal fronte economico, che hanno evidenziato il settimo calo mensile consecutivo della fiducia delle imprese tedesche.

L’indice Zew, che misura le aspettative degli investitori sull’economia della Germania, è sceso a luglio a 27,1 dai 29,8 punti toccando il minimo dei 19 mesi (dicembre 2012). Soprattutto, per la prima volta, sono peggiorati anche i giudizi sulla situazione attuale della principale economia d’Europa.

Tornano a pesare inoltre i timori sulla situazione finanziaria della banca portoghese Espirito Santo, i cui bond e titoli scambiano su minimi storici.

Sul versante geopolitico, ancora caos in Iraq, con i curdi che avanzano conquistando un’area – a Kirkuk e in altre regioni del nord – ricca di risorse petrolifere, mentre Israele ha accettato la proposta mediata dall’Egitto di un cessate il fuoco. Hamas, tuttavia, deve ancora dire si.

Meglio hanno fatto le Borse asiatiche, con gli indici regionali che sono destinati a toccare i massimi di una settimana.

La Banca del Giappone ha mantenuto invariati i tassi di interesse e le misure di politica monetaria nel giorno in cui la numero uno della Federal Reserve Janet Yellen interverrĂ  al Congresso Usa.

Chiude in positivo per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha terminato le contrattazioni con un guadagno dello 0,64% a 15.395,16 punti, 98,34 punti in più rispetto alla chiusura di ieri.

L’indice MSCI della regione Asia Pacifico guadagna mezzo punto percentuale. Il paniere Hang Seng è avanzato dello 0,5% dopo che i dati sugli investimenti e i prestiti da fonti straniere hanno superato le stime.

Tra gli altri mercati, il petrolio è stabile a 100,92 dollari il barile, mentre l’oro avanza verso i 1310 dollari l’oncia (al momento oscilla intorno a $1309,20). Ancora giù il mais.

Sul valutario won ai minimi di sette settimane e rupia indiana in calo per il terzo giorno di fila. Flessione anche il cambio euro-dollaro che scende sotto gli 1,36. La moneta unica quota 1,3595 dollari, mentre ieri, secondo l’indicazione della Bce, era a quota 1,3627 dollari.