Borsa Milano avanza, JP Morgan: mercati troppo pessimisti su Grecia

1 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Giornata di rialzi per le Borse europee, confortate anche dal buon dato sull’indice Pmi manifatturiero, che in Europa è salito ai massimi da dieci mesi, facendo particolarmente bene in Germania, Italia e Olanda.

Sono invece passate in secondo piano le preoccupazioni per la Grecia, nonostante il ministro degli Interni, Nikos Voutzis, abbia avvertito dalle pagine di Der Spiegel che Atene non rimborsera’ 450 milioni di euro al Fondo, tranche in scadenza il 9 aprile, se entro questa settimana non ricevera’ gli aiuti internazionali. Milano ha archiviato la seduta in progresso dello 0,87%

A Piazza Affari, a livello settoriale fanno bene le banche, in particolare Mps e Intesa Sanpaolo. Fari puntati anche su Unicredit: con Intesa e Kkr entro metà aprile farà il punto sul progetto riguardante i crediti deteriorati. Secondo un’analisi di Reuters, per poter cedere i NPL gli istituti italiani dovrebbero accettare una svalutazione del 10-20%.

Guardando ai singoli titoli, le Yoox ancora una volta hanno catalizzato l’attenzione mettendo a segno un rialzo del 9,48% e festeggiando ancora l’accordo raggiunto con gli svizzeri di Richemont per la fusione con Net a Porter. Si sono distinte le Mediaset (+3,6%), all’indomani del doppio no all’operazione di aggregazione tra Ei Towers (-0,9%) e Rai Way (-0,7%) da parte del cda della Rai e dell’Antitrust. Enel Green Power ha perso l’1% dopo l’annuncio della cessione del 49% di una newco negli Stati Uniti per 440 milioni di dollari

Sullo sfondo rimangono le preoccupazioni per la situazione greca. Per JP Morgan i mercati troppo pessimisti sulla Grecia. Ma un accordo con i creditori non è ancora una cosa sicura, anche se il ministro dell’Economia ellenico ha assicurato che sulle riforme chieste al paese verrà trovato un punto di incontro prima della Pasqua ortodossa, il 10 aprile.

Pesano i dati macro diffusi in Cina e le rinnovate paure circa la Grecia, con il paese indebitato che non è riuscito ancora a raggiungere un accordo con i creditori. La lista di riforme presentata dal governo per accontentare Fmi e Unione Europea è stata scartata e denifita come un’insieme di idee piuttosto che un piano concreto.

Gli investitori salutano con favore i dati manifatturieri dell’area euro, che hanno fatto meglio delle previsioni, facendo ben sperare sulle prospettive economiche della regione dopo l’avvio del programma di Quantitative Easing della Bce del valore di 1.100 miliardi di euro, al ritmo di 60 miliardi di acquisti al mese.

Sul mercato dei titoli di Stato, i Treasuries a dieci hanno vedono rendimenti in progresso di un punto base all’1,92%. Analogo l’andamento dei Bund, con i tassi che si attestano allo 0,19%. I Btp italiani rendono l’1,27% (+2 punti base). Lo Spread scambia di poco al di sopra dei 100 punti base.

In Cina i settori dei servizi e dell’industria manifatturiera hanno mostrano una debolezza per la seconda economia al mondo, alimentando le possibilità che le autorità a Pechino dovranno varare ulteriori piani monetari di sostegno per evitare un hard landing.

In Giappone, l’indice di Tokyo Nikkei cede lo 0,9%. L’indice asiatico MSCI ha chiuso in ribasso dello 0,3% a 145,8 punti.

Sul valutario, l’euro passa di mano a 1,0776 dollari (ieri a 1,0749 dollari) e a 128,87 yen (128,93 yen), mentre l’euro-yen si attesta a 119,59 (119,98). Euro/franco svizzero -0,17% a CHF 1,0417.

Tra le commodities, i futures sul Wti a quota 40,05 dollari al barile, in progresso del 3%. I contratti sul Brent londinese fanno -0,2% a 55 dollari al barile. L’oro guadagna +0,2% a 1,185,80 dollari l’oncia.

(DaC-MT)