Borsa Milano -3%, balzano tassi bond periferici. Tonfo euro, argento e petrolio

7 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Ritornano a riaffacciarsi i ribassisti sulle piazze europee. A Piazza Affari, il Ftse Mib cede -3% circa, a 20.958,48 punti. Sotto pressione anche gli altri listini. Londra -1,58%, Francoforte -1,96%, Parigi -2,27%.

Sul valutario, l’euro -0,94% a $1,0952. Dollaro/yen -0,38% a JPY 122,10. Euro/sterlina +0,13% a GBP 0,7094, euro/franco svizzero -0,33% a CHF 1,0387. Euro/yen -1,31% a JPY 133,75.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio registrano un tonfo -3,14% a $50,88 al barile. Brent -2,09% a $55,36: ieri per la prima volta da aprile il contratto londinese ha bucato i 60 dolllari. Oro -1,84% a $1.151,60. Argento -5,86% a $14,83.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, Mps -7,48%, Bper -6,44%, BPM -6,36%, Banco Popolare -4,18%, Intesa Sanpaolo -2,89%, Unicredit -3,87%. Tra i titoli di altri settori, Buzzi Unicem -4,21%, Cnh Industrial -3,59%, Enel -1,98%, Eni -3,69%, Mediaset -4,14%, Saipem -6,71%, Stm -5,42%, Telecom Italia -1,89%

Ancora una volta, i mercati sono ostaggio della Grecia. La riunione dell’Eurogruppo ha confermato lo scetticismo dei leader europei verso il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che, ancora, non ci sono le basi per trattare. Al suo arrivo al vertice straordinario dell’Eurogruppo il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis aveva detto che se il pacchetto di riforme della Grecia non è credibile un evento di “Grexit non può essere escluso”.

Pesa il peggioramento delle banche. Spread Btp/Bund decennali in area 163,36 punti, in rialzo +2,45%, con un rendimento al 2,27%. Acquisti scatenati sui Bund tedeschi, i tassi decennali crollano di quasi -17% allo 0,64%. Massima avversione al rischio.

La Commissione Ue, la Francia e la Germania hanno sollecitato Atene a formulare proposte concrete per ravvivare i negoziati sulla ristrutturazione del debito. Bce e Germania hanno escluso però la possibilità di riduzione del passivo. Gli analisti ritengono che l’esito del voto referendario di domenica complichi le cose e renda la situazione più difficile da gestire. Ora per esempio BNP Paribas dà al 70% la possibilità che la Grecia abbandoni l’euro.

In avvio Piazza Affari è stata aiutata dalla rimonta dei bancari dopo le vendite pesanti della vigilia. Ma con l’avvicinarsi di metà seduta lo slancio si è esaurito. E l’arretramento del settore ha pesato, insieme a quello degli energetici.

Dietrofront anche per FCA -2%, che ha azzerato i guadagni successivi alle dichiarazioni ottimiste del presidente John Elkann circa l’ipotesi di aggregazione con General Motors.

In Asia Tokyo ha rimbalzato, mentre Shanghai, in piena bolla finanziaria, già dalle prime battute accusava forti cali. Basti pensare che ben 203 società delle 2.808 quotate hanno comunicato nelle scorse ore che i rispettivi titoli sono stati sospesi dalle contrattazioni di Borsa. Nel finale il listino ha ceduto -1,29%. Bene Sidney +1,94%, giù Hong Kong -1,03%.

(DaC-Lna)