Borsa Milano +2,5%, boom economia tedesca

22 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Il Ftse Mib accelera sul finale, aggiornando i massimi della seduta dopo una partenza cauta, sostenuto dai dati relativi all’Eurozona. Il mercato sembra inoltre aver approfittato in positivo delle incertezze della Fed circa il progressivo ritiro degli stimoli all’economia.

L’indice azionario italiano – che ha perso quasi il 59%, oltre 300 miliardi di euro di capitalizzazione, dai massimi di giugno 2007 – ha fatto un balzo di oltre +2,5% oltrepassando quota 17.300 punti. Lo Spread tra Btp e Bund ritorna in area 240 punti base, vicino ai minimi di due anni. Tra i migliori titoli Finmeccanica, favorita da indiscrezioni stampa, le Popolari e Ubi Banca.

In generale, arriva il dato sul Pmi servizi dell’Eurozona, che cresce ad agosto per la prima volta in 19 mesi. L’indicatore, stando a quanto riporta Markit Economics, è salito nel mese a 51 dai 49,8 punti di luglio, tornando dunque in fase di espansione e battendo le attese di 50,2 degli analisti.

L’indice manifatturiero dell’Eurozona, inoltre, si è confermato in una fase di espansione per il secondo mese consecutivo in agosto, a 51,3 punti dai 50,3 del mese precedente. L’indice composito – che riunisce i dati manifatturiero e dei servizi – è così avanzato a 51,7 da 50,5 punti.

Confortante anche il Pmi composite della Germania, che si è attestato al massimo in sette mesi. Il Flash Pmi combina per l’appunto anche in questo caso sia l’indicatore preliminare manifatturiero che quello dei servizi: ed entrambe queste componenti hanno battuto le previsioni. Quella manifatturiera è balzata al massimo in 25 mesi a 52 punti, mentre quella dei servizi al record in sei mesi, a 52,4 punti.

Meno incoraggiante il dato Pmi della Francia: in particolare, riguardo alla componente manifatturiera, il consensus aveva previsto una lettura superiore a 50 punti (linea di demarcazione tra fase di contrazione, valori al di sotto, e valori al di sopra, valori espansione), che si è attestato a 49,7 punti.

“Stiamo assistendo da mesi a qualche miglioramento, partendo però da livelli molto bassi – ha commentato in una intervista a Bloomberg Frederik Ducrozet, economista presso Credit Agricole CIB a Parigi – C’è una buona probabilità che l’economia recuperi ulteriormente nel secondo semestre dell’anno e la Spagna e l’Italia potrebbero crescere anch’esse”.

La forte ripresa della Germania, motore dell’economia europea, sostiene il sentiment degli investitori, che guardano con ottimismo anche all’indice manifatturiero della Cina, che a sorpresa è salito ad agosto dal valore minimo degli ultimi 11 mesi, smorzando i timori sul rallentamento della seconda economia del mondo.

Il dato preliminate Purchasing Manager’s Index reso noto congiuntamente da HSBC Holding e Markit Economis è avanzato a 50,1 contro i 47,7 di luglio. “La domanda domestica è abbastanza forte per sostenere una crescita del 7,5% nel 2013 – ha commentato a Bloomberg Ken Peng, economista senior presso BNP Paribas a Pechino – Quasi tutti i dati economici della Cina pubblicati da agosto mostrano un miglioramento e suggeriscono che una ripresa è alla porte”. Il rialzo del PMI preliminare è stato il più forte dall’agosto del 2010.

Rimane però sullo sfondo il timore sulle prossime mosse della Fed. E’ inoltre molto probabile che il recupero dei mercati sia dovuto semplicemente a un rimbalzo tecnico.

Le minute della Fed alimentano ancora più la confusione sui mercati azionari globali.

“Alcuni membri del Federal Open Market Committee suggeriscono che potrebbe presto giungere il momento di rallentare il ritmo” di acquisto di titoli di stato e titoli legati ai mutui, che avviene per un ammontare di $85 miliardi al mese. Dunque, dai verbali del braccio di politica monetaria della Fed emerge la volontà di adottare il tapering, staccando la spina al QE. Ma il punto è che non ci sono indicazioni sulla tempistica, in quanto molto dipenderà dalla sostenibilità o meno della crescita dell’economia Usa. Inoltre, la Fed è divisa, con i suoi membri che hanno mostrato opinioni divergenti sul da farsi.

Quasi tutti hanno sì deciso di sostenere il tapering, ma se alcuni premono per settembre, altri preferiscono attendere, non totalmente convinti sulla ripresa. Wall Street ha chiuso così in calo, scontando l’incertezza.

Uguale la performance dell’azionario asiatico, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific che ha cancellato i guadagni di quest’anno, e che sta al momento soffrendo la fase ribassista più lunga dallo scorso novembre. Questo, a fronte dello S&P 500 che rimane in crescita +15% da inizio 2013.

L’indice MSCI Asia Pacific viene scambiato a un valore pari a 12,7 gli utili attesi, contro le 14,9 volte dello S&P 500 e le 13,7 volte dello Stoxx Europe Index, stando ai dati compilati da Bloomberg.

Riguardo ai listini asiatici: il Nikkei -0,44%, Hong Kong -0,50%, indice australiano S&P/ASX 200 -0,48%; Shanghai Composite Index -0,27%, indice coreano Kospi -0,98%. Il Kospi è sceso sotto la soglia dei 1.860 punti, al minimo in un mese, causa le forti perdite dei titoli blue chip esportatori.

Nei mercati emergenti, l’azionario filippino è scivolato più del 6% dopo tre giorni di chiusura. Il Jakarta Composite dell’Indonesia e il Set Index della Thailandia -2%. Continua la fuga degli investitori dai mercati emergenti, mentre il guru del decennio consiglia di puntare ora sulle banche europee: tra queste, scommette anche su una banca italiana.

Detto questo, gli operatori sono in generale poco ottimisti sul trend dell’azionario. Dalle minute appare ovvio “il sostegno al tapering e a mio avviso la spina sarà staccata più prima che dopo: si tratta di una buona scusa per i mercati per attraversare una fase di correzione – ha detto in una intervista rilasciata a Bloomberg Don Williams, responsabile investimenti presso Platypus Asset Management a Sidney, che gestisce asset per $1,2 miliardi circa – Il mercato è già in correzione e tale situazione potrebbe proseguire ancora”.

PIAZZA AFFARI – Buy sui titoli bancari e in particolare le popolari. Le big Unicredit e Intesa segnano un rialzo di oltre il 3%. Da parte sua, MPS segna +0,5%, dopo aver fatto meglio del settore nelle ultime sedute. Riguardo a Finmeccanica, il titolo guadagna il 6,6% grazie ad alcuni rumor riportati dalla stampa asiatica. Di fatto, stando al quotidiano finanziario coreano Korea Economic Daily, Doosan Heavy avrebbe intenzione di raccogliere finanziamenti per acquistare il 55% di Ansaldo Energia in possesso al momento di Finmeccanica. Da inizio anno Mediaset ha fatto +120%.

BTP ITALIA – Spread Btp-Bund a 10 anni -3,08% a 243,56 punti base contro i 250 della chiusura di ieri, a fronte di un rendimento decennale -0,83% al 4,31%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,14% a $1,3337, dollaro/yen +0,98% a JPY 98,62; euro/franco svizzero +0,28% a CHF 1,2351. Euro/yen +0,82% a JPY 131,52. Attenzione ai sell off sulla rupia indiana, che ha testato un nuovo minimo storico a 64,54 contro

Si prevede che la moneta potrebbe scendere nei prossimi mesi fino a quota 70 (dunque più del 9% dai livelli attuali). La rupia è stata una delle valute che hanno performato peggio quest’anno, cedendo -15% da quando la Fed ha agitato lo spettro del tapering, a fine maggio. Fuga degli investitori stranieri, che hanno smobilizzato le posizioni accumulate sulla moneta indiana sia per le prospettive di una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed (che rende dunque più appetibile il dollaro), sia per il deterioramento delle condizioni economiche del paese.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio +0,41% a $104,28 al barile, oro +0,25% a $1.374 l’oncia.