Borsa Milano +0,63%, FCA +5,75% dopo i conti. Euro in calo dopo rumor Fmi

30 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Piazza Affari positiva nonostante le ultime indiscrezioni relative alla Grecia, che allontano la speranza di un accordo tra il paese e la troika. A rischio la partecipazione dell’Fmi a un nuovo programma di bailout per il paese ellenico, stando ai rumor riportati dal Financial Times.

LEGGI

Grecia, Fmi ci ripensa? Potrebbe rimandare impegno bailout al 2016

A Piazza Affari il Ftse Mib è stato sostenuto soprattutto dalle notizie societarie diffuse in giornata. Focus sui conti di FCA, che hanno messo in evidenza che il colosso automobilistico ha chiuso il trimestre aprile-giugno con un utile netto di 333 milioni di euro, in aumento del 69%.

L’ad Sergio Marchionne si è mostrato soddisfatto, e ha anche parlato dei progetti su Magneti Marelli, affermando che “non esiste alcun piano immediato per vendere Magneti Marelli”. Marchionne ha definito in generale ilsecondo trimestre positivo per Fiat Chrysler Automobiles, parlando di “nessuna cattiva notizia da riportare”. Il titolo FCA è schizzato al rialzo +5,75% a 13,98 euro.

Bene in generale l’Europa, con Londra +0,57%, Francoforte +0,40%, Parigi +0,58%.

Il mercato valutario, l’euro ha risentito del fattore Grecia ma anche della pubblicazione del Pil Usa del secondo trimestre e delle revisioni sull’economia Usa nel periodo compreso tra il 2012 e il 2014. L’euro ha accelerato al ribasso e ha perso -0,59% a $1,0919. Euro/yen -0,24% a JPY 135,80. Euro/sterlina -0,51% a GBP 0,7005. Euro/franco svizzero -0,41% a CHF 1,0588.

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread BTP-Bund a 10 anni scende -1,41% a 116,83 punti base, con i tassi decennali sui BTP che cedono -4,03% all’1,82% e i tassi sui Bund che arretrano oltre -8,3%, allo 0,65%.

Occhio all’asta con cui il Tesoro ha collocato di 6,138 miliardi di euro in titoli di Stato. Emessi BTP con scadenza nel maggio 2020 per 1,908 mld di euro, a un rendimento dello 0,77%, in calo rispetto all’asta di giugno. Bid to cover a 1,62.
Collocati anche 2,480 miliardi di euro di BTP scadenza giugno 2025: in questo caso i tassi sono scesi all’1,83%, -52 punti base rispetto all’asta precedente e bid to cover a 1,42. Emessi 1,750 miliardi di CCTeu giugno 2022, con rendimento allo 0,67%, -41 punti base dall’asta precedente, con bid to cover a 1,57 volte.

Sul Ftse Mib ha recuperato Cnh Industrial, che ieri aveva reagito alla pubblicazione del bilancio del secondo trimestre soffrendo ieri la peggiore sessione del 2015, con il titolo precipitato fino a un minimo intraday a 7,645 euro. La società ha tagliato le previsioni del 2015 sul margine operativo delle attività industriali a 5,6-6%, dal 6,1-6,4% precedente. L’utile netto è sceso a $122 milioni da $358 milioni di un anno prima, e l’utile operativo delle attività industriali a 401 milioni di dollari, da 678 milioni di dollari. Oggi il titolo +3,86% a 8,205 euro.

Si è smorzato nel finale lo sprint di Generali +1,76%, dopo i risultati di bilancio migliori delle attese, che hanno messo in evidenza un semestre record per la società: risultato operativo di 2,8 miliardi di euro, il migliore da 8 anni. Molto bene il comparto vita con una raccolta +10,6%. Il titolo sale fino a +3%, per poi guadagnare il 2% circa.

Eni è scesa inizialmente -1%, risentendo del crollo dell’utile su base aggiustata del secondo trimestre, per poi salire di mezzo punto percentuale. Su Eni pesano inoltre le svalutazioni annunciate da Saipem (per 1Mld€). Il titolo ha chiuso in rialzo, con +0,51%.

Focus anche su Enel, i cui risultati di bilancio hanno beneficiato nei primi sei mesi del 2015 della crescita in America Latina e nella penisola iberica. Il gruppo ha archiviato il primo semestre con ricavi in crescita a 37,6 miliardi di euro (+4,2%). Utile netto +10,1% a 1,8 miliardi. Il titolo tuttavia è sceso -0,71%. Male anche Enel Green Power con -2,28%.

Tra i bancari sul Ftse Mib: BP -0,13%, BPM -0,26%, Bper -0,18%, Mps +0,17%, Intesa +0,58%, Ubi Banca -0,47%, piatta Unicredit.

Finmeccanica +2,90% dopo i conti, Azimut +2,76%, Mediaset -3,58%, Mediolanum -0,96%, Moncler con oltre +3%.

Tra i risultati di bilancio a livello europeo, quelli di Deutsche Bank: stando al comunicato diffuso dal colosso tedesco, l’utile netto è balzato a 818 milioni di euro nel secondo trimestre rispetto ai 238 dello stesso periodo 2014, a fronte di
ricavi netti a 9,2 miliardi: +17%. In particolare “l’Italia si conferma il primo mercato in Europa per Deutsche Bank (Germania esclusa). La banca in Italia continua a crescere: nel primo semestre ha raggiunto importanti risultati nel risparmio gestito dove con la divisione Asset & Wealth Management ha registrato una raccolta netta record di 5,5 miliardi di euro, con un patrimonio in gestione di 31,5 miliardi. Bene anche nei mutui con il raddoppio di nuove richieste. La banca conferma anche il focus sulle pmi con il lancio del primo aggregatore digitale in Italia dedicato alla consulenza e a servizi non bancari per le imprese (db impresa extra). Nell’investment banking, la banca è advisor delle primarie operazioni sul mercato dei capitali, tra le ultime l’IPO della Popolare Vicenza, la fusione tra Italcementi e Heidelberg, l’aumento di capitale di Banca Carige”.

Focus sulla Fed, che ieri come ampiamente previsto ha lasciato i tassi al minimo storico, ma che soprattutto ha dato qualche indicazione sulle eventuali prossime mosse di politica monetaria, aprendo alla possibilità di un rialzo a settembre. Tuttavia, secondo gli strategist e gli economisti, la banca centrale americana è stata anche un po’ vaga, parlando sì di miglioramento del mercato del lavoro, confermando un maggiore ottimismo, ma mostrando ancora timori sulla bassa crescita dell’inflazione.

In ogni caso, i dati macro Usa non sono sempre di buon auspicio e allo stesso tempo ci sono altri fattori che pesano sull’outlook dell’economia globale, come la crisi in Grecia, le turbolenze sui mercati azionari cinesi e il forte recente sell off sulle commodities.

“Non ci sono state molte indicazioni (dalla Fed) – ha commentato Justin Lederer, strategist sui tassi di interesse presso Cantor Fitzgerald – Il processo di normalizzazione si sta avvicinando, ma sul tavolo rimane la questione di settembre. Prima di allora avremo due report occupazionali Usa”.

Indicazioni sono arrivate con il dato sul Pil del secondo trimestre, salito a un tasso annuale +2,3%. Rivisto al rialzo il dato del primo trimestre dell’anno e gli indicatori dei tre anni precedenti.

LEGGI

Pil Usa +2,3%, revisioni da 2012 fino a 2014. Salta fuori una scomoda verità

Trend contrastato in Asia: molto bene il Nikkei, che balza oltre +1%. Sidney +0,81%, male Seul -0,91%, mentre Shanghai sta perdendo oltre -2,2%.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio Usa +0,49% a $49,03 al barile, Brent +0,49% a $53,64. Oro -0,05% a $1.092, argento +0,01% a $14,75. (Lna)