Borsa Milano -0,54% nel D-Day con Grecia e Fed. Mosca +14%

di Redazione Wall Street Italia
17 Dicembre 2014 17:43

MILANO (WSI) – Piazza Affari in ribasso, ma in deciso recupero rispetto ai minimi intraday, quando l’indice Ftse Mib aveva perso oltre -2%, sotto quota 18.300 punti, complice la ripresa dei prezzi del petrolio. Nel finale il listino -0,54% a quota 18.569 punti.

I prezzi del Brent hanno recuperato la soglia dei $60 al barile, +0,60% a $60,37 al barile. I futures sul greggio WTI +0,48% a $56,20 al barile. Il Kuwait ha annunciato che la produzione di greggio non verrà ridotta fino a giugno. Pesa anche l’indebolimento dell’attività presso le fabbriche cinesi.

L’oro fa fatica a restare in area 1.200 dollari l’oncia. Il contratto con scadenza a febbraio guadagna +0,22% in area $1.196,90 l’oncia.

Sul mercato valutario, euro in flessione sul dollaro con -0,80% a $1,2411. Dollaro/yen +0,84% a JPY 117,39, euro/yen +0,03% a JPY 145,69.

Sul Ftse Mib sempre sotto pressione le banche, con Mps -2,5% circa, Bper -1,2%, BPM -2% circa, Intesa -0,74%, Ubi Banca -2,24%, Unicredit -0,38%. Tra altri titoli Campari -1,9%, Enel -1,5%, recupero di Eni +1,96% sulla scia della ripresa del petrolio, Finmeccanica -2% circa, Telecom Italia -0,89%, Terna -1,40%.

Lo spread Btp-Bund viaggia attorno a 141 punti, ritracciando dai massimi intraday; le sale operative motivano l’allargamento del differenziale degli ultimi giorni con l’avversione al rischio che alimenta la preferenza degli investitori verso i titoli di Stato dei paesi “core” dell’Eurozona, quali la Germania.

Buy sui Bund, con i rendimenti decennali vicini ai minimi storici assoluti (0,566%).

Sullo sfondo, la situazione critica in Russia, dove il premier Dmitri Medvedev ha convocato una riunione di emergenza sulla crisi valutaria, dopo il nuovo tonfo di ieri del rublo e i continui cali del petrolio.

L’indice Rts dell’azionario russo espresso in dollari ha terminato la seduta con un balzo oltre +14%, dopo il tonfo della vigilia -13%. Bene anche il rublo, che ha recuperato terreno nei confronti del dollaro e dell’euro. Il cross con il biglietto verde è salito a quota 62 mentre il cambio con l’euro è migliorato a 77, dopo aver toccato 100 ieri.

Ha aiutato l’annuncio del ministro delle Finanze russo, che ha deciso di vendere riserve di valuta estera, per sostenere il rublo. “Il ministero delle Finanze considera il rublo estremamente sottovalutato e sta cominciando a vendere le sue riserve di valuta sul mercato”, ha detto all’Afp la portavoce Svetlana Nikitina.

Detto questo, una sola seduta di recuperi degli asset russi non è sufficiente a far rientrare le preoccupazioni sul futuro del paese.

Gli investitori sono nervosi anche per l’importante voto per eleggere il presidente della Repubblica in Grecia, da cui potrebbe dipendere il futuro dell’Europa. Mentre la crescita cinese rallenta, quella dell’Europa è vicina allo zero e l’instabilità di Atene minaccia nuovamente la sopravvivenza dell’area euro come la conosciamo.

L’altro appuntamento chiave della giornata è l’ultima riunione dell’anno della Fed, con l’annuncio del Fomc che arriverà però quando i mercati azionari europei avranno chiuso da tempo. (20.15 circa ora italiana). La promessa di mantenere i tassi ai minimi storici per un “periodo considerevole di tempo” dovrebbe scomparire dalle dichiarazioni del braccio di politica monetaria della banca centrale americana. Da diversi anni il costo del denaro è fermo allo 0-0,25% in Usa. In Eurozona i tassi guida sono allo 0,05%.

In Asia la rimonta di energetici e utility è riuscita a mettere in secondo piano la seduta a passo flemmatico della Borsa giapponese, penalizzata per buona parte della giornata dal percorso di rafforzamento dello yen iniziato ieri. Dopo marcate oscillazioni di prezzo, l’indice Nikkei ha guadagnato +0,38%, a 16.819,73 punti, 64,41 punti in più della vigilia. (DaC-Lna)

COMMENTO DI VINCENZO LONGO, MARKET STRATEGIST DI IG

Recuperano gran parte delle perdite le borse europee dopo i forti cali di questa mattina in scia alla buona partenza di Wall Street. Il mercato resta in attesa del comunicato del FOMC di questa sera dove sono attese modifiche alla forward guidance alla politica monetaria della Fed. I recenti dati macro economici statunitensi sono stati decisamente brillanti.

Dai non farm payrolls, alle vendite al dettaglio, sino ad arrivare alla fiducia dei consumatori e alla produzione industriale, tutti hanno mostrato rialzi superiori alle attese. Questo clima di euforia potrebbe spingere la Fed ad assumere toni più aggressivi circa il rialzo dei tassi di interesse.

Ci aspettiamo che il FOMC possa eliminare la frase secondo cui i tassi rimarranno bassi per un “considerevole periodo di tempo”, anche se le recenti tensioni sui mercati abbiano spinto molti operatori a riconsiderare questa eventualità.

Importanti saranno anche i commenti che arriveranno dal presidente, Janet Yellen, durante la conferenza stampa successiva all’annuncio. Probabilmente il numero uno della Fed punterà il dito contro il continuo calo dei prezzi del greggio per giustificare il mantenimento dei tassi di interesse ancora bassi.

Crediamo che la Banca centrale possa fare esplicito riferimento alle recenti turbolenze sui mercati e ai rinnovati timori sulla crescita globale come potenziali fattori di rischio esogeni (downside risk) per la crescita Usa. Se ciò non dovesse accadere, i recenti cali di borsa potrebbero proseguire per tutto il periodo natalizio.

Grecia, al via primo round presidenziali

Intanto prima dalla Fed, l’attenzione rimarrà concentrata sulla Grecia. Alle 18 dovrebbe iniziare il primo round delle presidenziali per eleggere il candidato Stavros Dimas, proposto dal premier Samaras. Il voto vedrà impegnati i 300 parlamentari di Atene, di cui 155 appartenenti al partito di Samaras.

La maggioranza necessaria per i primi due turni è di 2/3 (200 voti favorevoli), mentre nel 3° turno la soglia si abbassa ai 3/5 (180 voti favorevoli). Sebbene il mercato non si aspetta un elezione in questi primi due round (il 2° è previsto per il 23 dicembre), questi due appuntamenti saranno importanti per capire se si giungerà a un esito favorevole il 29 dicembre prossimo.

Pertanto potremmo assistere a un escalation delle tensioni già a partire dalle prossime sedute, se i voti favorevoli dovessero essere molto lontani da 180. Oggi la borsa di Atene si è mostrata abbastanza tonica, scontando la possibilità che il numero dei voti favorevoli per l’elezione di Dimas sia vicino ai 180.