Cosa farebbe Buffett per proteggersi da inflazione e incertezze?

3 Aprile 2019, di Daniele Chicca

Basandosi sulle mosse e sugli ultimi consigli strategici di Warren Buffett, nonché sulle lettere inviate agli investitori, ci si può fare un’idea di come si comporterebbe il miliardario guru degli investimenti in questo contesto di incertezza e di paura di un ritorno improvviso dell’inflazione.

Buffett, lo ha detto di recente, è convinto che bisogna continuare a credere nelle potenzialità dei prodotti di Apple, che resta secondo lui un buon investimento a lungo termine. Lo dice nonostante possegga un telefono da poche decine di dollari e malgrado non abbia mai comprato prodotti della Mela (e nemmeno uno smartphone, se è per questo). Perché uno dei suoi motti è “se devi esaminare da vicino una società per capirne le potenzialità, allora non dovresti detenerne delle azioni”.

Le sue sono convinzioni ferme, evergreen, che vale la pena annotare. Non tanto sui singoli titoli, quanto su come muoversi nell’universo dei Bond, specie in un contesto di surriscaldamento dell’inflazione. Oppure su quanto si indebolirà il dollaro o ancora su come e se investire nell’oro.

Buffett in questi frangenti ha da anni le idee chiare. A causa dell’inflazione gli investimenti in Bond a lungo si sono trasformati in strumenti finanziari che erodono il potere d’acquisto anziché aumentarlo. La sua visione per le obbligazioni a lungo termine è molto semplice: stare alla larga. Buffett, cui piace andare controcorrente oppure seguire le società mitiche di Wall Street con i fondamentali migliori, non investe in bond a lunga scadenza.

Non investire mai in reddito fisso a lungo

È molto meglio puntare sui titoli di Stato a brevissima durata. Dei più di 100 miliardi che Buffett ha investito in cash, quasi tutti sono destinati ai Treasuries Usa a breve termine (quattro mesi massimo, secondo quanto ricordato da Jacob Wolinksy, fondatore del sito di investimenti e hedge fund ValueWalk). Questo gli consente di avere un’alta quota di liquidità a portata di mano. “È come avere cash, ma ottenendo al contempo un valido rendimento”, osserva Wolinsky.

Buffett ha investito in Treasuries a lungo termine negli Anni 70, ma ha ammesso in seguito di aver commesso un errore. Siccome non si può sapere come andrà l’inflazione e dove è diretto il rendimento dei titoli Usa, Buffett sconsiglia di puntare su questi asset. Per Buffett si tratta più di una scommessa rischiosa, che di un investimento concreto.

Con un bond trentennale Usa al 3%, i Bond offrono un rendimento molto basso ma un rischio molto elevato. Se c’è un’inflazione del 5% in media nei prossimi dieci anni – il governo potrebbe permetterlo per poter ripianare i debiti – e un investitore è bloccato in un investimento del 3% a lungo termine, ci sono rischi di perdere soldi.

Tecniche di protezione contro l’inflazione 

Un altro motivo per cui Buffett non crede nei bond a ungo termine Usa denominato in dollari è dovuto al biglietto verde e alle prospettive di quest’ultimo. Il valore della divisa americana è destinato a contrarsi nel corso del tempo. “I dollari, così come la carta emessa da altri governi, hanno troppe debolezze strutturali per poter servire come unità di riferimento di un investimento a lungo orizzonte temporale”, scrive Buffett.

Sempre in ambito di debolezza del dollaro, Buffett è convinto che le valute sono state storicamente vulnerabili e – al contrario dell’oro – rischiano di perdere valore alla lunga. Motivo per cui Buffett investe soltanto in bond convertibili. Come Buffett si protegge allora da un rialzo dell’inflazione? Nel 1981 lo ha fatto comprando un titolo del settore alimentare, General Foods. Il gruppo è stato comprato da Philip Morris quattro anni dopo, che poi nel 1990 ha fuso con le attività di Kraft. Da lì e nato il gruppo Kraft General Foods.

L’oro piace in generale a Buffett, sempre come protezione dall’inflazione, ma non sempre nella sua versione “pura”. Offre un ritorno da investimento valido ma non costante nel tempo. Ci sono stati anche 20 anni di ritorni ‘orribili’ (1982-2002), prima di una bella risalita per dieci anni. Ma dopo il boom, dal 2012 a oggi il metallo bene rifugio per eccellenza è tornato ad arrancare (-40% circa sotto i massimi assoluti). L’idea migliore è quella di investire in realtà che fanno affari nell’estrazione di oro come i gruppi minerari, piuttosto che in futures legati al metallo.