Bond: autorità e banchieri terrorizzati da volatilità estrema

6 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

Che si tratti di banche, autorità di controllo dei mercati o società di investimento, l’allarme è sempre lo stesso: Wall Street è terrorizzata dall’estrema volatilità nel mercato dei bond.

Negli ultimi mesi è cresciuta la paura che il mercato dove società e paesi prendono in prestito migliaia di miliardi di dollari possa spezzarsi.

La paura è che in un evento come un improvviso rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, le attività di trading si prosciughino d’un tratto, causando violenti sbalzi di prezzo e turbolenze nei prezzi dei titoli obbligazionari.

È in gioco la buona funzionalità stessa del mercato. La volatilità estrema e destabilizzante dei bond renderebbe sempre più difficile e caro per aziende e paesi prendere denaro in prestito, tramite l’obbligazionario.

Mentre la Federal Reserve si prepara a innalzare il costo del denaro, che non sale ormai dal 2006, le turbolenze nei prezzi dei bond europei e nei mercati valutari stanno, come scrive il New York Times “non mancano le situazioni di pericolo potenziali”.
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I tassi di interesse sui titoli di Stato e sui bond societari sono a livelli bassissimi e in molti casi negativi ormai da diversi mesi. Uno scenario del genere, come ha ricordato Bill Gross di Janus Capital, ex ad del maggiore fondo obbligazionario al mondo, Pimco, “non sono in grado di alimentare una crescita economica sufficiente”.

Ma il mercato dei bond è veamente così fragile come alcuni analisti temono? I prezzi dei bond sono crollati per un certo periodo ma si riprenderanno non appena l’economia dimostrerà di essere in salute e la ripresa dimostrerà di essere sostenibile. È già successo in passato e Peter Eavis del New York Times si chiede perché la storia non dovrebbe ripetersi.

Fonte: New York Times

(DaC)