Bond Argentina, italiani rimborsati entro giugno

22 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Via libera all’accordo definitivo per i circa 50.000 italiani rappresentati dalla TFA, la task force delle banche, nel ricorso arbitrale all’ICSID (Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative ad investimenti), detentori di bond argentini in default dal 2001.

L’intesa siglata a New York prevede per i circa 50.000 italiani, il pagamento in contanti pari al 150% dell’importo nominale originario delle obbligazioni entro fine giugno, per un totale di circa 1,35 miliardi di dollari. La sigla dell’accordo è arrivata dopo la sentenza emessa dalla Corte di Appello newyorchese che ha revocato le ultime restrizioni verso Buenos Aires permettendo al paese che ha vissuto un grande default nel 2001, di tornare a finanziarsi sul mercato dei capitali.

Il denaro destinato al rimborso dei 50mila italiani detentori di Tango bond verrà depositato su un conto bloccato presso un importante istituzione finanziaria internazionale in attesa del completamento di tutte le formalità con i singoli obbligazionisti per poter ricevere il rimborso presso le loro banche di riferimento.

Nicola Stock, Presidente della Task Force Argentina, commenta così l’operazione:

“Grande soddisfazione per l’ottima ed equa conclusione di una vicenda durata troppi anni che potrà aiutare la normalizzazione dei rapporti tra l’Argentina ed i mercati finanziari internazionali. Un ringraziamento va agli obbligazionisti italiani che hanno riposto fiducia nella nostra azione ed ora raccoglieranno i frutti del loro coraggio e dell’ impegno continuo ed attivo della TFA”.

Si chiude così il contenzioso innescato dal default dei Tango bond, dopo che già all’inizio di febbraio il ministero del Tesoro di Buenos Aires e la Tfa avevano raggiunto un’intesa preliminare. Complice il rendimento offerto che arriva fino al 9%, la domanda di bond argentini è schizzata alle stelle tanto che il Tesoro ha aumentato l’offerta da 15 a 16,5 miliardi di euro. Nel primo giorno di collocamento il governo di Buenos Aires ha raccolto pre-ordini per oltre 70 miliardi di dollari, confermando così il successo del ritorno sul mercato dell’Argentini col botto che dà fiducia all’esecutivo guidato dal neo presidente Mauricio Macri.