“Bomba” Usa sulla Cina: vietati pagamenti in dollari

19 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Una bomba a idrogeno è esplosa la scorsa settimana e non per mano della Corea del Nord, bensì degli Stati Uniti. E non si è trattato di una bomba che lascia una nube tossica e distruzione fisica, bensì di una bomba finanziaria.

Come qualsiasi guerra anche quella finanziaria ha le sue armi, le sue tattiche e i suoi comandanti e in questa guerra finanziaria il comandante principale è il segretario del Tesoro statunitense. Le armi sono il congelamento dei conti, le sanzioni e l’inserimento di determinate persone e società in una black list.

L’effetto equivalente dell’esplosione di una bomba ad idrogeno nel settore finanziario è il divieto totale di pagamenti in dollari statunitensi. Il dollaro statunitense rappresenta il 60% delle riserve mondiali, l’80% dei pagamenti globali e quasi il 100% delle vendite mondiali di petrolio. Tagliare da qualsiasi parte i dollari statunitensi è come tagliare l’ossigeno da un paziente in terapia intensiva.

Questo è esattamente quello che il Segretario del Tesoro americano Steve Mnuchin ha minacciato di fare alla Cina il 12 settembre. Ha minacciato di bloccare l’accesso della Cina al sistema di pagamenti in dollari se Pechino non applicherà rigorosamente le nuove sanzioni imposte dall’ONU sulla Corea del Nord come mezzo per dissuadere Pyongyang dal perseguire le sue armi nucleari e lo sviluppo missilistico.

Il problema è che la Corea del Nord non si scoraggerà da tutto ciò. Ma ancor di più il nocciolo della questione, come scrive James Rickards sul sito dailyreckoning.com, è che tagliare la Cina fuori dai pagamenti in dollari significa automaticamente portare al default selettivo il debito del Tesoro statunitense.

La Cina ha più di 1 miliardo di dollari di titoli governativi statunitensi nelle sue riserve. Tali titoli sono pagati alla scadenza e rimborsati attraverso il sistema di pagamenti in dollari statunitensi gestito dal Tesoro statunitense con la Federal Reserve. Se alla Cina viene negato l’accesso ai pagamenti in dollari, allora il portafoglio di titoli del Tesoro cinese è effettivamente congelato.

La strada sembra tracciata: la Corea del Nord affila le armi e gli Stati Uniti cercano l’aiuto della Cina che però non è arrivato. Il risultato finale sarà una guerra vera e propria con la Corea del Nord e una guerra finanziaria con la Cina. Quando avverrà? Fra 6 8 mesi.