Bollettino Advise Only: Merkel vincente, male l’Italia e politica ultraespansiva della Fed

23 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – Le elezioni in Germania di questo fine settimana si sono concluse senza troppi colpi di scena. La CDU/CSU di Angela Mekel ha vinto le elezioni con il 41,5% dei voti, seguito dal Partito Socialdemocratico con il 25,7%, la Sinistra con l’8,6% ed i Verdi (8,4%). Cocente sconfitta invece per i liberali (FDP) che, insieme al partito degli euroscettici (AfD), non hanno raggiunto il quorum del 5% e non avranno, quindi, diritto ad alcun seggio al Bundenstag.

Grande risultato raggiunto dalla signora Merkel, tuttavia il partito non ottiene la maggioranza assoluta dei seggi e al Cancelliere spetta adesso il compito di instaurare una trattativa con gli altri partiti per formare una “Grande Coalizione” che, a breve termine, non dovrebbe avere forti ripercussioni sui mercati per le seguenti ragioni:

  1. date le divergenze d’opinione sulla politica economica la trattativa può durare settimane prima che accada qualcosa di concreto;
  2. la modalità con cui la Merkel ha gestito la crisi ha pagato dal punto di vista elettorale, dunque difficilmente il suo atteggiamento cambierà;
  3. i pilastri della “dottrina tedesca” (la crisi è un problema di debito pubblico e la ricetta per la crescita è a base di controllo dei salari e riforme strutturali) non sono stati messi in discussione durante la campagna elettorale.

Focus sull’Italia: è arrivata la conferma nella Nota al Def che il Governo italiano ha abbassato le stime di crescita per l’anno in corso (a -1,7% da -1,3%) e confermato che, a “bocce ferme”, il deficit sarà superiore al 3% concordato con l’Europa. Il Governo si avvicina al 15 ottobre, momento in cui verrà presentata in Parlamento la Legge di Stabilità per il 2014 con molti problemi da risolvere: IVA, seconda rata IMU, il problema dei Comuni nelle loro richieste di liquidità e evitare che il deficit vada sopra il famigerato 3,0%. Il Ministro Saccomanni si è dichiarato pronto alle dimissioni sulla questione IVA.

Spostiamoci dall’altra parte dell’Oceano. Le conseguenze del ritiro di Larry Summers dalla corsa alla successione di Ben Bernanke e la decisione della FED di continuare la politica monetaria ultraespansiva (diversamente da quanto la maggior parte degli operatori si aspettavano) hanno dato uno scossone ai mercati finanziari internazionali, provocando una riduzione dei tassi d’interesse e variazioni positive sui listini azionari. Il ridimensionamento delle aspettative sul “Tapering” ha dato un certo respiro di sollievo ai mercati azionari asiatici, che negli ultimi 3-4 mesi hanno subìto forti deflussi di fondi. Il dollaro si è deprezzato, al contrario delle valute dei Paesi Emergenti.

Economia

  • Europa: continua la divergenza tra i dati legati all’economia reale e quelli legati alle aspettative. Migliorano sensibilmente le aspettative degli analisti nei confronti dell’economia tedesca, in Italia crollano gli ordinativi all’industria.
  • USA: l’indice dei principali indicatori economici avanzati negli Stati Uniti è salito da 0,5% a 0,7%, più delle previsioni (0,6%); è segno che la più grande economia del mondo sta acquistando forza.
  • Giappone: l’indice di attività industriale e l’indicatore economico avanzato sono aumentati nel mese di luglio.
  • BRIC: l’economia cinese migliora, come mostra il valore dell’indicatore economico avanzato. In Russia migliora la produzione industriale su base annua e scende il tasso di disoccupazione. In Brasile aumentano i prezzi alla produzione.

Mercati

  • Borse del mondo: Italia +2,5% , Spagna +2,2%, Germania +2,1%, Francia +2,1%, UK +0,4%, Giappone +2,8%, Cina -2,0%, USA +2,0%.
  • Obbligazioni governative e corporate: l’intera asset class ha beneficiato del clima di euforia che si è respirato sui mercati finanziari. Netto calo dei rendimenti sulle obbligazioni governative USA e nei Paesi periferici della zona euro.
  • Commodities e valute: il dollaro USA si è deprezzato vistosamente portando il cambio euro/dollaro a 1,35. In calo il petrolio, positivo l’oro in settimana.

Da tenere d’occhio questa settimana

I dati macroeconomici che verranno pubblicati nel corso della settimana (scarica il Bollettino per sapere il giorno e l’ora):

  • Europa – i dati sul PMI manifatturiero (zona euro, Francia e Germania) e numerosi indice di fiducia (consumi e aspettative sull’economia);
  • USA il dato sul PIL annualizzato (t/t) ed inflazione al consumo;
  • Giappone ordini di accessori per macchinari.

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