Bollette gas: in Spagna e Portogallo un tetto al prezzo. E in Italia?

27 Aprile 2022, di Alessandra Caparello

Buone notizie per i contribuenti spagnoli e portoghesi alle prese con le bollette del gas. I due paesi hanno deciso di imporre un limite di 12 mesi al prezzo del gas di 40 euro a megawattora riducendo così le bollette per famiglie e imprese.

La Commissione europea ha dato via libera formale alla richiesta avanzata dai capi dei due governi Pedro Sanchez e Antonio Costa durante il Consiglio europeo di fine marzo. Una richiesta avvalorata dal fatto che i due paesi producono un’alta percentuale di elettricità da fonti rinnovabili. Rimane a bocca asciutta il nostro premier Mario Draghi che aveva proposto un prezzo massimo fissato a livello europeo non è riuscita a superare i veti dei Paesi del Nord Europa,

Quella concessa dall’Ue a Spagna e Portogallo viene detta eccezione iberica  considerando che entrambi i paesi non solo hanno una quota maggiore di energie rinnovabili ma vantano anche basse interconnessioni con gli altri paesi dell’UE.
Il tetto al prezzo del gas varrà per 12 mesi e inizialmente sarà fissato a 40 euro a megawattora, contro i 30 proposti inizialmente da Madrid e Lisbona, per poi salire progressivamente in modo che la media nel periodo di applicazione del provvedimento si attesti a 50 euro contro i 90 registrati oggi al mercato Ttf di Amsterdam.

A conti fatti la misura comporterà come sottolinea El Pais, un calo “sostanziale” del prezzo sul mercato elettrico all’ingrosso rispetto attuali oltre 200 euro: il risparmio sarà si tratterebbe di circa 130 o 140 euro al MWh, considerando anche il prezzo delle quote di emissione di Co₂. Secondo Teresa Ribera, Vicepremier e ministra per la transizione Energetica:

L’intesa punta a “rafforzare la tutela dei consumatori che hanno un livello più elevato di esposizione all’evoluzione del mercato elettrico all’ingrosso, dissociando il prezzo del gas naturale dalla formazione dei prezzi”. Arriva dopo lunghe e complicate trattative con Bruxelles.

Duarte Cordeiro, ministro dell’Azione per il clima del Portogallo:

“Tutti i consumatori ne trarranno vantaggio e nessuno sarà pregiudicato. I consumatori che saranno esposti e che beneficeranno di questo meccanismo saranno anche quelli che copriranno i costi del meccanismo”.

L’accordo si concretizzerà dalla prossima settimana e i consumatori iberici lo sentiranno già in tasca da maggio.

Bollette: gli ultimi interventi del governo Draghi

E in Italia? Per ora del tetto al prezzo non v’è traccia. La scorsa settimana il Senato ha approvato in via definitiva il decreto bollette con 207 voti a favore e 38 contrari stanziando 8 miliardi di euro, di cui 5,5 per far fronte al caro energia riducendo gli oneri fiscali.

Nel dettaglio il decreto contiene interventi urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali. Tra le misure troviamo l’azzeramento degli oneri di sistema per il secondo trimestre 2022 applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW; utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici e la riduzione dell’Iva del 5% sulle somministrazioni di gas metano usato per combustione per usi civili e industriali contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di aprile, maggio e giugno 2022.

Inoltre è stato potenziato il bonus sociale elettrico e gas per i clienti domestici economicamente svantaggiati o in gravi condizioni di salute.  Confermata la stretta a termosifoni e condizionatori, arrivata con un emendamento approvato alla Camera il 13 aprile, che riguarda la pubblica amministrazione e in particolare gli edifici pubblici.

Russia chiude rubinetti del gas

Tutto questo mentre entra nel vivo la guerra del gas con la Russia. Dopo le minacce, Mosca passa all’azione e chiude i rubinetti del gas a due membri della Nato, Polonia e Bulgaria. Ieri nel tardo pomeriggio, la  PGNiG, azienda statale polacca che gestisce il gas, ha detto di avere ricevuto comunicazione dell’interruzione delle forniture da parte dell’azienda statale russa Gazprom, a partire dalle 8 del mattino di oggi.

Inoltre, sempre nella serata di ieri, Gazprom ha informato Bulgargaz, la società statale bulgara che gestisce il gas, di avere deciso l’interruzione delle forniture a partire da mercoledì 27 aprile. Il ministero dell’Energia del paese ha detto che valuterà altre soluzioni per l’approvvigionamento di gas e che non ci saranno nell’immediato limitazioni per industrie e privati.