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BoE attendista su Brexit lascia i tassi invariati

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La Banca d’Inghilterra ha lasciato invariato il suo tasso di riferimento allo 0,75%, mantenendo una posizione più conservatrice rispetto a Fed e Bce, che negli ultimi due meeting hanno optato per nuovi tagli ai tassi. La Banca centrale britannica, tuttavia, ha precisato che in caso di Brexit senza accordo gli equilibri della politica monetaria potrebbero ammorbidirsi. Invariato anche il piano di acquisti di asset, il cui target rimane fissato su 435 miliardi di sterline, più ulteriori acquisti di bond societari per 10 miliardi.

La banca governata da Mark Carney ha anche abbassato di un decimale le previsioni per la crescita del Pil britannico nel terzo trimestre del 2019, portandole al +0,2%. Resta, quantomeno, improbabile che il Regno Unito finisca in recessione tecnica, dopo la contrazione già subita nel secondo trimestre (-0,2%).

La decisione odierna sui tassi è stata votata all’unanimità. L’ultimo intervento sul costo del denaro risale al 2 agosto 2018, quanto la BoE operò un rialzo da 25 punti base. Il Ftse 100 viaggia in territorio positivo con un rialzo dello 0,54%, poco influenzato dalla decisione della banca centrale.

“Data la crescita anemica nel Regno Unito, che si sta già muovendo al di sotto delle proiezioni delle banche e con poca chiarezza sui tempi di una risoluzione della Brexit (soft o hard) o anche sulle prossime elezioni generali, l’eventualità di un “taglio assicurativo” ha diventare ancora più pertinente”, ha commentato Sajiv Vaid, portfolio manager di Fidelity International, “Il tono del Committee rimane troppo ambiguo per quanto riguarda il percorso dei tassi di interesse e mi aspetto che i dati continuino a deludere… un taglio dei tassi diverrà convincente e mi aspetto che il Mpc giunga alla stessa conclusione entro la fine dell’anno”