Bialetti chiude stabilimento produttivo di Omegna

7 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il Cda di Bialetti Industrie ha approvato un ulteriore intervento di razionalizzazione dell’assetto industriale del Gruppo, con particolare riferimento allo stabilimento produttivo di Omegna. Tale decisione, si legge nella nota, fa seguito ad altri interventi di riorganizzazione della struttura industriale del Gruppo Bialetti, già realizzati nel 2009, quali la chiusura dello stabilimento della controllata indiana Triveni Bialetti e l’ottimizzazione della struttura della controllata CEM Bialetti. Il perdurare della crisi congiunturale del mercato di riferimento e la crescita dei produttori dei Paesi lowcost, che hanno comportato un sensibile calo dei volumi del business delle caffettiere (-26% nell’ultimo biennio), hanno reso il modello produttivo utilizzato da Bialetti in passato per le caffettiere non più competitivo, né sostenibile, a causa dell’alta incidenza dei costi fissi e indiretti Per fronteggiare la crisi del segmento, negli ultimi anni l’Azienda ha messo in atto una serie di iniziative volte a invertire il trend negativo, come ingenti investimenti in innovazione e pubblicità per sostenere le vendite e interventi finalizzati a migliorare la qualità, l’offerta commerciale, l’organizzazione aziendale e la distribuzione del lavoro. Tutte le misure adottate devono tuttavia essere accompagnate da profonde razionalizzazioni dei siti produttivi inefficienti. Dopo un’attenta analisi di tutti gli scenari alternativi percorribili e dopo aver perfezionato le attività di razionalizzazione dei siti produttivi esteri, la Società– visti le evoluzioni e i trend di mercato – non ha potuto far altro che procedere alla chiusura dello stabilimento produttivo di Omegna (VCO) per salvaguardare l’esistenza stessa del business caffettiere all’interno del Gruppo Bialetti e, più in generale, per consentire alla Società di proseguire nel proprio percorso finalizzato al recupero e mantenimento del giusto equilibrio economico e finanziario. La Società ha quindi deciso di puntare su un modello produttivo differente che, pur assicurando maggiore competitività al prodotto ne salvaguardi la qualità, il design e le specificità di know how italiano. Si tratta di un modello di business integrato, Italia – estero, che consente di mantenere nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola alcune parti ad alto valore aggiunto del processo produttivo, attraverso fornitori strategici che già da tempo collaborano con la Società. La fase di Ricerca e Sviluppo, che garantisce l’innovazione, lo studio del design e la definizione degli standard di qualità resteranno in capo a Bialetti e saranno centralizzati presso lo stabilimento di Coccaglio (BS). Bialetti ha avviato una procedura di mobilità per chiusura del sito, che coinvolgerà i circa 120 lavoratori tra impiegati ed operai. Naturalmente la Società, pur ribadendo che l’intervento sullo stabilimento di Omegna non è evitabile ne’ rimandabile, si è resa disponibile da subito ad aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali per identificare il miglior percorso e le migliori soluzioni in termini di ammortizzatori sociali e piani di formazione, riqualificazione/ricollocamento.