Berlusconi vaneggia: spread? E’ un imbroglio, che ci importa?

11 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “Smettiamola di parlare di questo imbroglio: cosa ci importa degli interessi sui nostri titoli rispetto a quelli sui bund tedeschi?”, ha detto l’ex presidente del Consiglio e leader del Pdl Silvio Berlusconi, in un intervento a La Telefonata, su Canale 5.

“L’anticipo delle elezioni è” un motivo “risibile” che non può comportare la crisi dello spread: “si tratta di poco più di un mese, non c’è una ragione vera”.

Negando l’evidenza, a chi gli ha chiesto se la sua discesa in campo preoccupa l’Unione europea, il cavaliere ha risposto “neanche per sogno”. E ancora: “Fin quando a rappresentare Italia ero io, ero uno tra i due o tre capi di governo più autorevoli, l’unico che veniva dalla trincea del lavoro. Certo mi opponevo alle richieste tedesche come quelle che hanno quasi portato la Grecia alla guerra civile”.

Berlusconi non manca di criticare l’operato di Monti e soprattutto il ruolo della Germania nell’Unione europea: “Non voglio dire errori, ma purtroppo avendo il governo Monti seguito una politica germanocentrica ha portato a una situazione di crisi molto peggiore di quando eravamo noi al governo”.

Sui piani in vista delle elezioni, l’ex premier ha affermato che è possibile che il PdL cambi nome. “Se i membri di An fanno la loro formazione, cade il loro veto e il Pdl può cambiare nome. Pdl è un nome bellissimo, ma non si parla di ‘Popolo’ e ‘libertà’ bensì si usa l’acronimo”. Si potrebbe tornare dunque al nome Forza Italia: “Sottoporremo alla direzione nazionale un altro nome o la possibilità di mantenere il nome e presentarci con il glorioso simbolo di FI”.

Incontro a breve con la Lega per decidere su una possibile alleanza. “Mi vedo stasera con Maroni, parleremo della possibilità di alleanza nazionale. E da questo discenderà la possibilità di un’alleanza in Lombardia”.

Berlusconi ha parlato anche dell’intenzione di “presentare un movimento con una forte immissione di forze nuove con un 50% di candidati del mondo delle imprese, del lavoro e delle professioni, un 20% di amministratori locali rieletti e che hanno saputo ben lavorare e un 10% di nuove persone del mondo della cultura, dell’università e dell’arte. Ci sarà infine un 10% dai nostri parlamentari attuali”.

Intanto parla anche Mario Monti, affermando che “alla crescita ci dovevano pensare i governi precedenti. Parlando a “Uno Mattina” su Rai 1, Monti ha ricordato che “l’Ue rappresenta un argine” alle tempeste dei mercati finanziari.

In occasione di un altro intervento, Berlusconi aveva ironizzato sulle reazioni dei mercati e dei media internazionali alla notizia del suo ritorno. “Ecco, sono additato come l’uomo nero che fa paura a tutti, ma chi deve avere veramente paura è Bersani. Non deve dormire sonni tranquilli”.