Bce, ultimatum a Cipro: tempo fino a lunedí

21 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’ora X scattera’ lunedi’. Cipro ha tempo fino al 25 marzo per trovare un accordo politico che consenta di far scattare il piano di aiuti internazionali. Se non ce la fara’, la Bce chiudera’ i rubinetti e non garantira’ piu’ flussi di liquidita’ di emergenza alle banche.

Intanto, proprio in concomitanza con la minaccia della Bce di staccare la spina alle banche cipriote, le autorita’ europee hanno riferito di essere in “trattative aperte” sulla possibilita’ che l’isola del Mediteranneo lasci l’area della moneta unica. Come riferisce Il Telegraph una misura di questo tipo farebbe evaporare 17 miliardi di sterline di risparmi britannici. Anche i russi non ci stanno.

Rimane il fatto che dopo il no del parlamento di Nicosia al progetto che prevedeva un prelievo forzoso una tantum sui conti bancari dei cittadini, il rischio di un collasso del sistema bancario cipriota e’ alto.

Secondo quanto riferito dal vice del primo partito cipriota, Averof Neophytou, un ‘piano B’ non sara’ pronto prima di martedi’, giorno in cui e’ convocato il parlamento. Piu’ ottimista il presidente Anastasiades, secondo il quale il paese riuscira’ ad accordarsi su una nuova manovra entro lunedi’.

Il nodo principale riguarda il prelievo forzoso presente nel ‘piano A’. I leader politici del paese indebitato hanno escluso un intervento impopolare di questo tipo, smentendo le parole pronunciate dal ministro olandese delle Finanze secondo cui a questo punto un prelievo una tantum e’ “inevitabile”. Il portavoce della Camera Yiannakis Omirou ha pero’ chiarito a Reuters che “non ne abbiamo discusso e non siamo intenzionati a farlo”.

L’incertezza e’ grande. Il governo e’ al lavoro per studiare un piano alternativo che consenta al paese in piena crisi finanziaria di ricevere 6 miliardi di finanziamenti esterni e scongiurare l’implosione del sistema bancario e il default del debito.

A mettere ulteriori pressioni sulle autorita’ cipriote e’ arrivato l’ultimatum di Mario Draghi: l’istituto di Francoforte precisa in un comunicato che “il piano di Emergency Liquidity Assistance (ELA) potrebbe essere preso in considerazione solo se un programma di sostegno della Troika (composta da Commissione Ue, Bce e Fmi) fosse attivo e assicurasse la solvibilità delle banche coinvolte”.

La Bce ha anche esortato il governo a non toccare i capitali esteri, perche’ questo e’ l’unico modo per sperare che gli investimenti stranieri tornino a mettere in circolo i loro soldi a Cipro, denaro che potrebbe fungere da volano della ripresa economica.

Il comitato europeo di vigilanza sui rischi sistemici (Esrb), pur rilevando progressi sulle condizioni dei mercati mette in guardia dalle perduranti “fragilità” del sistema, tra cui in particolare anche “l’incertezza sui bilanci delle banche, che mina le loro capacità di raccogliere fondi e finanziare l’economia”.

E con un comunicato diffuso al termine della riunione periodica, l’ente, presieduto da Draghi, pur non citando esplicitamente il caso dell’Isola di Cipro vi si richiama chiaramente quando afferma di “condividere il parere dell’Eurogruppo sulla necessità di garantire pienamente i depositi bancari fino a 100.000 euro nell’Ue”.