Bce: tassi fermi, fari puntati su addio bazooka

19 Luglio 2017, di Mariangela Tessa

La Bce non toccherà i tassi domani. E’ una previsione unanime quella degli analisti in vista dell’annuncio sui tassi di Eurolandia di domani. I fari sono invece tutti per settembre. Sarà allora, secondo molti esperti, che la Banca centrale europea annuncerà i primi dettagli sul tapering, ovvero la riduzione politica di acquisti di titoli per il 2018: a dicembre finisce infatti l’attuale fase del quantitative easing, al quale sono dedicati 60 miliardi al mese.

Non tutti sono convinti infatti che da gennaio in poi la Bce inizierà a ridurre gli acquisti di 10 miliardi al mese, portandoli a zero con giugno. Qualcuno ha immaginato in passato che la riduzione potesse iniziare già a ottobre. Altri pensano che la Bce possa invece portare gli acquisti, per qualche mese, a un livello più basso, per esempio 40 miliardi.

I tassi in Europa sono fermi a zero da parecchi anni e, dal 2015, la banca centrale ha aggiunto un massiccio quantitative easing tramite un piano di acquisti di titoli di Stato, che è previsto proseguire al ritmo di 60 miliardi di euro al mese fino a fine anno. Ma la BCE deve far sapere, prima della sua scadenza (del piano di stimoli), cosa intende fare nei mesi successivi con il QE. La riunione di luglio, allora, sarà tutta concentrata sulle sfumature.

La Bce non ha fornito elementi utili per capire. Al momento la guidance sul quantitative easing indica che gli acquisti proseguiranno fino a dicembre 2017, che non saranno azzerati bruscamente e che, per tutto il tempo necessario. D’altro canto, Francoforte sta riconsiderando il nesso tra crescita economica, che sembra più robusta in Eurolandia. L’anello mancante è l’inflazione, che stenta a tornare al 2% – a giugno era all’1,3%.