Fondo Atlante avrà quasi 2 miliardi in meno del previsto

29 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Anche se in questo caso l’ingerenza di Francoforte potrebbe essere un bene, non fa altro che smentire Mario Draghi, il quale ha difeso nei giorni scorsi l’indipendenza della Bce e detto che non interferirà negli affari interni politici ed economici dei singoli paesi membri dell’area euro. In un’intervista alla Bild tedesca, Draghi ha affermato che non sta facendo gli interessi dell’Italia o di nesun altro paese.

L’istituto centrale di Francoforte monitorerà le decisioni prese dal fondo di aiuti al settore bancario italiano chiamato Atlante, come il personaggio della mitologia greca in grado di tenere sulle spalle l’intera volta celeste. Draghi, nella fattispecie, sorveglierà le decisioni e la governance di Quaestio Capital Management. Il fondo disporrà di quasi due miliardi in meno del previsto dopo che 67 gruppi hanno presentato le loro adesioni.

Per avere un esempio di quello che potrebbe essere il ruolo svolto dala banca centrale, le autorità hanno chiesto di consultare i verbali della riunione degli investitori del fondo, perché vogliono assicurarsi che non ci sia il rischio di un conflitto di interessi, dal momento che molti degli investitori nel fondo sono anche istituti impegnati nella vendita di crediti deteriorati.

Il fondo di salvataggio ha chiuso le operazioni di raccolta fondi con un valore complessivo di 4,25 miliardi di euro, sotto la parte alta della forchetta prevista. Sei miliardi era la somma preventivata dal governo. Hanno partecipato alla ‘colletta’ banche, compagnie di assicurazione, fondazioni bancarie e la Cassa Depositi e Prestiti, partecipata per più dell’80% dal Tesoro italiano. Alla raccolta di capitali hanno partecipato con circa tre milioni anche le due big italiane Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Bomba a orologeria da 360 miliardi

In una presentazione a Milano, i gestori del fondo – Quaestio Capital Management – hanno riconosciuto che il raggio d’azione del fondo sarà inferiore a queste cifre. “Atlante sosteneva il mondo sulle sue spalle: forse c’è stata un’esagerazione eccessiva nella scelta del nome”.

Per riqualificare le banche italiane il fondo “non ha il compito di risolvere tutti i problemi di redditività e npl: bastano alcune storie di successo e l’eliminazione dei rischi per cambiare la percezione” e ridare fiducia nel settore”, ha dichiarato Quaestio.

Il 70% dei fondi verranno utilizzati per fornire le risorse necessarie a varare aumenti di capitale in diverse banche tra cui la Popolare di Vicenza. Il veicolo privato di salvataggio del settore bancario è stato messo a punto dal governo con l’idea di aiutare le banche più in difficoltà ad aumentare i loro livelli di liquidità e smaltire i tanti crediti inesigibili in portafoglio.

Le banche italiane hanno in portafoglio almeno 200 miliardi di euro di prestiti insolventi, 83 miliardi dei quali non sono stati ancora contabilizzati nei bilanci. Se si tiene conto dei crediti che non saranno con ogni probabilità restituiti interamente, la cifra sale a 360 miliardi.

Il fondo investirà al massimo il 30% del suo capitale in sofferenze lorde, anche dette non-performing loans (npl) fino a giugno dell’anno prossimo. Dopo quella data potrebbe investire ulteriori risorse. Il successo del fondo dipenderà da tre fattori principali:

  1. Che le riforme accelerino il processo di recupero del collaterale a garanzia dei prestiti in difficoltà
  2. Che le banche tornino presto a registrare profitti
  3. Che non si verifichino choc esterni

In particolare sugli ultimi due punti i mercati nutrono ancora forti dubbi. Dubbi che la società che gestirà l’operazione ha cercato di chiarire con una presentazione sulle peculiarità del fondo che ha attirato una folla nutrita di giornalisti e analisti.

Dalle pagine dle documento messo a disposizione dei presenti per la consultazione si apprende che il closing del fondo (data ultima per partecipare quindi) era fissato per oggi, 29 aprile. La durata sarà di cinque anni, più altri tre rinnovabili. Il periodo di investimento 18 mesi e la massima leva (leverage) del Fondo sarà del 110% (1,1) e il NAV sarà su base semestrale.