Bce pronta a misure straordinarie in stile Fed

14 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Mario Draghi potrà anche ripetere all’infinito che, allo stato attuale delle cose, la deflazione non è un rischio, così come ha fatto nella conferenza stampa successiva alla decisione della Bce di tagliare i tassi di rifinanziamento Ue al minimo storico, portandoli allo 0,25%.

Ma la preoccupazione che le pressioni disinflazionistiche possano tradursi in una deflazione è un dato di fatto, in seno al Comitato esecutivo dell’Eurotower.

Tanto che, in un’intervista al Wall Street Journal, il membro del board Peter Praet ha affermato che “se il nostro mandato sarà a rischio, saremo pronti ad adottare tutte le misure che riteniamo dovremmo adottare per rispettarlo. Questo è un segnale molto chiaro”.

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Tradotto in termini pratici, secondo il WSJ, nell’articolo dal titolo “ECB’s Praet: All Options on Table”, la Bce è pronta ad attingere al proprio arsenale di misure (che in realtà si è ridotto dopo il taglio dei tassi, nel senso che margini di manovra sono minori), per fare in modo che l’inflazione rimanga vicina al proprio target.

Anche, dunque, ad adottare tassi sui depositi negativi o acquistare asset dalle banche per ridurre i costi di accesso al credito sostenuti dal settore privato.

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Immediata la reazione dell’euro che, subito dopo la pubblicazione dell’articolo del Wall Street Journal, ha puntato con decisione verso il basso, fino a testare il minimo della sessione a $1,3391, da $1,3455, per poi riprendere quota e salire a $1,3447, da $1,3435 delle contrattazioni di martedì.

D’altronde Praet ha affermato che “può essere utilizzata anche la capacità di bilancio della banca centrale”, ricorrendo dunque agli “acquisti diretti (di asset) che ogni banca centrale può mettere in atto”.

Secondo la francese BNP Paribas, la Bce dovrebbe a tal proposito lanciare un QE europeo, acquistando bond governativi dell’Eurozona per un valore di €50 miliardi al mese. Tuttavia, la stessa BNP ritiene che esista una probabilità inferiore al 50% che una situazione del genere si presenti, vista l’ala conservatrice dell’Eurotower, capeggiata dal numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann.