Bce, Praet: Regno Unito un piccolo paese illuso. E disonesto su Brexit

23 Febbraio 2017, di Laura Naka Antonelli

Possono essere definite piuttosto forti le parole con cui i funzionari della Bce hanno commentato la decisione del Regno Unito di chiudere le porte all’Unione europea con la Brexit. A parlare della questione sono stati il responsabile economista della Bce, Peter Praet e il numero uno della Bundesbank Jens Weidmann. Di Brexit ha parlato anche il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, avvertendo l’l’Unione europea sul rischio che l’addio britannico a Bruxelles non rimanga una eccezione.

Così Praet, che è arrivato a usare anche l’aggettivo  “disonesto” nel descrivere l’atteggiamento del Regno Unito, avanzando contestualmente più di un dubbio sulla capacità del paese di riprendere il completo controllo del suo destino:

“E’ piuttosto disonesto affermare ‘Io posso riprendere il controllo.’ Siamo in un un mondo interconnesso e i piccoli paesi lo sanno. Il Regno Unito è un piccolo paese”. Praet ha inoltre affermato che con la Brexit ci saranno sicuramente maggiori frizioni e tensioni commerciali tra l’Ue e Londra e che “le cose potrebbero prendere una brutta piega molto velocemente”. E comunque, “riottenere il controllo come uno Stato nazione in un contesto multilaterale è estremamente complicato. E’ una illusione”.

Un altro alert è stato lanciato da Praet sulla stabilità finanziaria, che rimane a suo avviso sempre fragile, e che richiede per questo che le autorità di regolamentazione siano vigili.

L’esistenza di minacce alle relazioni commerciali future tra l’Ue e il Regno Unito è stata messa in evidenza anche dal numero uno della Bundesbank – la Banca centrale tedesca – Jens Weidmann che, parlando a Francoforte, ha alimentato interrogativi sulla natura di un eventuale accordo commerciale bilaterale che potrebbe essere ricreato, una volta concretizzata la Brexit, tra l’Unione europea e il Regno Unito.

“E’ probabile che il Regno Unito sarà meno strettamente connesso all’Ue in termini commerciali rispetto alla Norvegia, che almeno fa parte dell’area economica europea, o rispetto alla Svizzera, che ha accordi commerciali bilaterali con l’Ue. L’apertura dei mercati e l’ordine economico competitivo sono i pilastri su cui si basa la nostra prosperità”.

Dal canto suo, così il ministro Padoan ha avvertito Bruxelles.

In assenza di un “drastico” cambio di strategia dell’Unione europea esiste il rischio che la Brexit non rimanga un “caso isolato”, ma che si verifichino “altre uscite”. Il ministro ha sottolineato l’importanza, da parte di Bruxelles, di dare “risposte europee” alle domande dei cittadini come ‘troverò lavoro? I miei figli staranno meglio? La vita sarà più sicura?’, al fine di estirpare il populismo.