Bce: nome Weidmann fa schizzare tassi dei bond

20 Febbraio 2018, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – C’è fermento alla Bce nelle ultime settimane in vista della nomina del successore di Mario Draghi, il cui mandato scade nel 2019. Un posto molto ambito dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann che ha messo a segno il primo punto per arrivare alla poltrona di Francoforte.

I ministri delle Finanze della zona euro hanno scelto infatti il ministro dell’ Economia spagnolo Luis de Guindos – considerato “il cameriere di Berlino” – come prossimo vicepresidente della BCE al posto di Viktor Constancio: un’iniziativa che a detta di molti ha visto aumentare le possibilità che l’anno prossimo qualcuno di uno dei paesi “centrali” della zona euro diventi a capo della BCE.

Il che significa che aumentano le probabilità che la banca centrale adotti in un futuro una posizione più rigorista, negativa per i titoli di Stato europei. Proprio il  presidente della Bundesbank il falco Jens Weidmann si è costantemente espresso contro lo schema di compravendita di obbligazioni della BCE, pari a 2,55 trilioni di euro, che negli ultimi anni ha spinto i rendimenti ai minimi storici. Ancora non è detta l’ultima parola visto che Emmanuel Macron potrebbe giocare la carta François Villeroy de Gallhau, governatore della Banca di Francia. Certo è che la Bce dopo Mario Draghi potrebbe porre fine allo stimolo straordinario prima piuttosto che aspettare la fine del 2018.

“Il consiglio direttivo della BCE è più colomba al momento, per cui la politica potrebbe cambiare se il prossimo capo della BCE venisse da uno dei principali paesi”, ha dichiarato l’analista della DZ Bank Pascal Segesser.

Tale scelta potrebbe riorientare l’attenzione sui tassi di interesse e introdurre un nuovo regime. Tutto ciò si ripercuote sui rendimenti dei titoli di Stato dell’area dell’euro che sono schizzati mentre monta la speculazione di mercato attorno al prossimo capo della Banca centrale europea in un momento in cui la politica monetaria rappresenta la principale minaccia per i mercati obbligazionari.