BCE, Draghi: economia UE è a rischio se “non si fa nulla”

26 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

FRANCOFORTE (WSI) – Incerte le prospettive per l’economia globale nel 2016 ma “la nostra sfida nella zona euro è quella di garantire che venti contrari a livello mondiale non soffino sulla nostra ripresa interna facendola deragliare”. Così il presidente della BCE, Mario Draghi nel corso di un intervento alla borsa di Francoforte. Il numero uno dell’istituto bancario centrale europeo ha sottolineato gli impegni della Bce “per il bene dell’eurozona intera”, aggiungendo che per dare uno slancio alla ripresa occorre che anche gli altri facciano la loro parte.

“La Bce sta contribuendo ad assicurare la ripresa ciclica espletando il suo mandato sulla stabilità dei prezzi. E i timori circa la nostra politica monetaria non reggono all’esame. Ogni volta che qualcuno ha criticato le nostre decisioni ha avuto torto (…) La Bce ha agito in maniera indipendente dal sistema politico e per il bene dell’Eurozona intera (…) occorre tuttavia che anche gli altri facciano la loro parte. Questo comporta azioni concertate sul fronte delle politiche fiscali, delle riforme strutturali e della riduzione del debito. Soprattutto, abbiamo bisogno di continuare il processo per completare la nostra unione monetaria su tutti i fronti necessari”.

Sulle mosse straordinarie che ha adottato la Bce, le critiche sono state tante, ha sottolineato Draghi, ma il rischio reale è non fare nulla per “la stabilità dei prezzi, quindi per la crescita e l’occupazione e infine per il futuro dell’unione monetaria”.

“Abbiamo visto il pericolo che un periodo continuo di bassa inflazione, anche se dovuta al petrolio, potesse destabilizzare le aspettative di inflazione e diventare persistente. La bassa inflazione “complica” l’adeguamento dei Paesi dell’eurozona e se inaspettata, aumenta l’onere del debito reale rendendo difficile per un’economia crescere oltre il debito (e anche ndr) un aumento della disoccupazione”.

In riferimento proprio all’inflazione – come dice Mario Draghi – se “dovesse scendere al di sotto dello scenario base di 1 punto percentuale ogni anno per i prossimi cinque anni, il rapporto con il debito privato crescerebbe di 6 punti percentuali”.

Il numero uno della Bce si sofferma anche sulle nuove regole introdotte dal bail –in e sul sistema bancario in generale.

“Dobbiamo assicurarci che le nuove regole del bail-in vengano applicate in maniera uniforme in tutti i paesi e con il minor spazio possibile per discrezionalità a livello nazionale (…) Inoltre non abbiamo ancora un accordo su un backstop (paracadute) per il fondo unico di risoluzione e un’assicurazione europea sui depositi fornirebbe un segnale di progresso verso il completamento dell’unione bancaria”.