Bce, anche Draghi vuole riduzione del debito greco

16 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

FRANCOFORTE (WSI) – Anche la Bce, come l’Fmi, sostiene sia necessario un taglio del debito pubblico greco. Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, non la pensa così e ormai è sempre più isolato.

L’euro è scivolato a 1,0863 dollari prima della conferenza stampa di Mario Draghi. Al momento cede lo 0,58% a $1,0887, messo sotto pressione dalle parole accomodanti del banchiere centrale.

Il piano di allentamento monetario staordinario di Quantitative Easing, che dovrebbe protrarsi fino ad almeno settembre 2016, verrà implementato nella sua interezza, ha detto Draghi.

L’inclusione dei titoli di Stato della Grecia nel programma eterodosso della Bce potrebbe avvenire non appena sarà stato avviato un nuovo programma di aiuti con l’Ue, posto che da parte di Atene vi sia una attuazione “credibile” delle misure previste.

Prima della conferenza stampa di Draghi, la Banca centrale europea ha deciso di lasciare immutato il costo del denaro. Come previsto il tasso di interesse rimane fermo allo 0,05%. Il tasso imposto alle banche che parcheggiano depositi presso la Bce è rimasto al -0,2%.

Draghi è sicuro che Atene riceverà un prestito ponte da 7 miliardi con i fondi dell’EFSF e che dunque la Grecia rimborserà il prestito che deve ripagare alla Bce entro il 20 luglio.

L’istituto centrale ha svolto un ruolo chiave nella crisi in Grecia, costringendo le banche elleniche a chiudere durante l’interruzione dei trattati a causa del referendum. Agendo nell’ottica che la Grecia rimarrà nell’area euro, la Bce ha alzato oggi il livello di finanziamenti che vengono forniti alle banche greche di 900 milioni. La banca centrale greca voleva 1,5 miliardi in più. La somma addizionale non è sufficiente a consentire la cancellazione dei controlli di capitale.

Draghi ha difeso la decisione di alzare il collaterale chiesto alle banche come garanzia dei crediti offerti. “Abbiamo dovuto modificare i requisiti del collaterale quando la qualità degli asset detenuti dalle banche greche si è deteriorata”.

“Il sistema dell’area euro è esposto per 130 miliardi alla Grecia”, ha specificato il banchiere romano, sottolineando che la Bce è il principale creditore del paese. Il debito pubblico ellenico deve essere in qualche modo ridimensionato.

I recenti sviluppi dei mercati “che in parte riflettono l’incertezza sulla Grecia, non hanno modificato lo scenario di ripresa dell’area euro”. A pesare invece è il calo dei mercati in via di Sviluppo, che rischiano di compromettere la ripresa.

La Bce continua ad attendersi una inflazione media di Eurolandia a livelli contenuti nei mesi a venire, per poi segnare progressivi rafforzamenti durante 2016 e 2017.

Atene aspetta di ricevere un terzo pacchetto di aiuti da parte dei partner dell’area euro che dovrebbe aggirarsi intorno agli 82-86 miliardi. L’Eurogruppo, che ha garantito un prestito ponte da 7 miliardi di euro, si impegnerà a fornire un piano di tre anni.

(DaC)