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Basilea: nuovo regalo alla finanza, che brinda in borsa

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SIENA (WSI) – Tassi di interesse: chiusura di settimana in rialzo per i listini azionari dell’area Euro sulla scia dell’andamento di Wall Street. Lo spread italiano è continuato a scendere portandosi in area 270 pb. Il comitato di Basilea ieri sera ha raggiunto un accordo per posticipare l’entrata in vigore delle nuove norme sul cosiddetto Liquidity Coverage Ratio, un indicatore che misura gli asset facilmente liquidabili richiesti alle banche per fronteggiare situazioni di rischio. In base alla precedente versione le banche avrebbero dovuto portare questo indicatore al 100% delle risorse necessarie a partire dal 2015. Con il nuovo accordo la soglia richiesta a partire dal 2015 è stata abbassata al 60%.

L’adeguamento al 100% è stato invece spostato al 2019, ed inoltre è stata ampliata la gamma di strumenti che potrà essere utilizzata dalle banche. Il direttore del Fmi Lagarde, in un’intervista all’Espresso, ha dichiarato che una ristrutturazione per il Portogallo non è in discussione, aggiungendo che le autorità del paese sono determinate a continuare con il programma di riforme per riconquistare l’accesso sui mercati.

In settimana è attesa la riunione della Bce da cui il consensus di Bloomberg News non attende una modifica sia del livello del tasso di riferimento sia di quello sui depositi. Giovedì si terrà anche la riunione della BoE, da cui analogamente non sono attesi cambiamenti al tasso di riferimento ed all’ammontare di bond acquistati. Sul fronte delle emissioni sono attese aste a medio e lungo termine in Italia e Spagna. Negli Usa listini azionari ai massimi da 5 anni trainati soprattutto dal comparto materie prime e finanziari. I dati di dicembre sul mercato del lavoro sono risultati sostanzialmente in linea con le attese.

I nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo sono stati pari a 155.000, un valore sostanzialmente in linea con la media mensile sia del 2012 sia del 2011, in entrambi i casi pari a 153.000 unità. Gli operatori hanno letto il dato come una conferma del fatto che il recupero occupazionale, per quanto in atto, procede a ritmo ancora troppo lento rendendo pertanto più probabile la continuazione delle manovre Fed, malgrado le indicazioni in senso opposto emerse da parte di alcuni membri dalle minute dell’incontro di dicembre. Bullard, quest’anno membro votante Fed, ha dichiarato che la banca centrale potrebbe arrestare il piano di acquisti prima di implementare ulteriori misure, aggiungendo che a suo avviso la crescita del Pil Usa potrebbe superare il 3% nell’anno in corso. La Yellen, indicata da alcuni analisti come possibile successore di Bernanke il prossimo anno, ha sostenuto l’importanza della comunicazione nell’azione di politica monetaria.

Valute: moneta unica ancora in deprezzamento verso dollaro, in area 1,30. Oggi primo livello di supporto a 1,2990, resistenza a 1,309. I dati della CFTC mostrano che gli speculatori sono tornati a puntare su un apprezzamento dell’euro vs dollaro per la prima volta dall’agosto 2011. Questa mattina si assiste ad un apprezzamento generalizzato dello yen verso le principali valute dopo il deprezzamento dello scorso venerdì che lo aveva portato ai minimi da 2 anni e mezzo verso dollaro. Potrebbe trattarsi di un mero rimbalzo tecnico da estremi livelli di ipervenduto. I dati della CFTC mostrano che la scorsa settimana gli speculatori hanno ridotto l’ammontare netto delle posizioni che puntano ad un deprezzamento dello yen verso dollaro per la terza volta consecutiva, anche se l’ammontare è ancora su livelli storicamente elevati. Per questa settimana la resistenza si colloca a 88,40, il supporto più vicino verso area 87. Verso euro il cross trova la resistenza a 116 ed il supporto più vicino a 113,65.

Materie prime: giornata negativa per le commodity lo scorso venerdì a causa dei verbali della riunione della Fed. Tra i più penalizzati troviamo i metalli non ferrosi guidati dal piombo (-2,7%) ed i preziosi guidati dall’argento (-2,5%). In calo anche gli energetici e la maggior parte degli agricoli. Tra i pochi rialzi di venerdì segnaliamo il gas naturale Usa (2,8%), il caffè (0,6%) ed il Wti (0,2%), con quest’ultimo favorito rispetto al Brent (-0,7%) dopo i dati Usa del mercato del lavoro.

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