Barroso-Van Rompuy, risatine su Renzi

20 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – Ad una domanda sul programma del premier italiano il presidente della Commissione e quello del Consiglio Ue si guardano e sorridono. L’episodio ricorda quello avvenuto nel 2011 tra Merkel e Sarkozy (GUARDA VIDEO qui sotto, a cura di Vista).

Corsi e ricorsi. Ancora una volta un presidente del Consiglio vittima di sorrisi più o meno velati e ironici da parte di leader europei. Gli sguardi che si sono scambiati oggi il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e quello della Commissione, Manuel Barroso, quando è stato chiesto loro un giudizio sugli ultimi provvedimenti annunciati dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, hanno fatto tornare alla mente quanto avvenne il 23 ottobre del 2011, sempre a Bruxelles e in occasione di un Consiglio europeo. Il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel reagirono infatti con sorrisi ironici e ben più palesi rispetto a quelli di oggi, quando fu chiesto loro se da Silvio Berlusconi avessero ricevuto rassicurazioni sulle misure che l’Italia avrebbe preso.

“Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?” chiese un giornalista ai due leader europei. La risposta fu un’occhiata fugace e un sorriso complice che suscitò una gran risata da parte di tutta la stampa presente. Poi il presidente francese si ricompose e rispose: “Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell’insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche”.

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Botta e risposta tra l’Ue e l’Italia sui vincoli di bilancio. Al monito del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, perche’ siano rispettati gli impegni presi in sede europea (”fondamentale” per la fiducia nell’Italia e nell’Ue) , ha prontamente replicato il presidente del consiglio, Matteo Renzi, arrivato a Bruxelles per prendere parte al Consiglio europeo: ”L’Italia sta rispettando tutti i vincoli’.

Ma, dopo l’incontro tra i due, i commenti sono stati positivi da parte di entrambi: ”Bene, molto bene”, ha tagliato corto Renzi con i giornalisti, sull’esito del faccia a faccia; e dello stesso tenore sono state le dichiarazioni di Barroso: ”L’Europa sosterrà le riforme in Italia”, ha scritto in un tweet.

Successivamente in una pausa dei lavori del Consiglio europeo, Renzi ha ribadito il rispetto dei vincoli da parte dell’Italia, sottolineando, tuttavia, che l’Ue deve ”risolvere i problemi”. Proprio perché rispettiamo i vincoli, ha insistito, ”talvolta faccio fatica a capire le polemiche. L’Italia – ha affermato ancora -non viene in Europa come uno studente fuori corso, ma come un Paese fondatore che rispetta i vincoli. Per chi vuole conoscere i numeri invito ad aspettare il Def tra qualche giorno”.

In mattinata il presidente del consiglio aveva incontrato le Regioni e i Comuni. Secondo quanto riferito dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, la richiesta di Renzi all’Ue è che i fondi strutturali vengano esclusi dai vincoli posti dal Patto di stabilità. “Il Governo porrà la questione a Bruxelles, come già fatto dal precedente Esecutivo, poi vedremo quale sarà l’esito”, ha riferito Errani, sottolineando anche che “sulle riforme costituzionali i tempi sono acceleratissimi: entro fine mese l’obiettivo è di arrivare ad un momento di sintesi”.

Intanto ha preso il via la prima giornata del Consiglio Europeo con una discussione dedicata al semestre Ue, cioè all’adozione formale delle raccomandazioni rivolte dalla Commissione ai singoli Paesi in vista della stesura dei documenti programmatici (Def) per il 2015. Il Consiglio dovrebbe anche sbloccare l’intesa per lo scambio dei dati nazionali nel quadro della lotta all’evasione fiscale. E darà sicuramente il benvenuto all’accordo trovato in extremis tra Parlamento, Commissione e Consiglio per completare il quadro normativo che consentirà di dare vita all’Unione bancaria europea. Successivamente i leader dei 28 Paesi Ue affronteranno la crisi ucraina. Sul tavolo ci saranno le ipotesi di nuove sanzioni e l’annullamento del vertice bilaterale Ue-Russia previsto per giugno; o quanto meno la sospensione dei lavori preparatori.

In mattinata il presidente del consiglio aveva incontrato le Regioni e i Comuni. Secondo quanto riferito dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, la richiesta di Renzi all’Ue è che i fondi strutturali vengano esclusi dai vincoli posti dal Patto di stabilità. “Il Governo porrà la questione a Bruxelles, come già fatto dal precedente Esecutivo, poi vedremo quale sarà l’esito”, ha riferito Errani, sottolineando anche che “sulle riforme costituzionali i tempi sono acceleratissimi: entro fine mese l’obiettivo è di arrivare ad un momento di sintesi”.

In una nota di Palazzo Chigi, diffusa al termine degli incontri, si informa che il presidente del Consiglio ha chiesto alla Conferenza delle Regioni tempi certi e un contributo da protagonisti nel processo di trasformazione del Senato e sulla riforma del titolo V”. “La settimana prossima – afferma ancora la nota – il Governo intende chiudere il testo della riforma” del Senato e del titolo V “comprensivo delle proposte positive che arriveranno dalle Regioni”.

Renzi ha chiesto anche all’Anci e ai sindaci che hanno preso parte all’incontro sulla riforma del Titolo V e del Senato un coinvolgimento in prima persona nel processo di trasformazione delle istituzioni. Il contributo normativo, spiega la nota di Palazzo Chigi, sarà valorizzato nel testo della riforma.

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Matteo Renzi è a Bruxelles per il Consiglio europeo, e nel primo pomeriggio ha incontrato il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso.

Un incontro «molto positivo», «l’Europa sosterrà le riforme in Italia»: così Barroso ha scritto in un tweet. Il premier, arrivando al Consiglio europeo, ha solo detto ai giornalisti: «Bene, molto bene». L’incontro è durato circa un’ora e mezza nella sede della commissione Ue mentre i vari capi di stato e di governo stavano già cominciando ad arrivare al palazzo che ospita oggi e domani il consiglio Ue.

Poi Renzi in una breve conferenza stampa ha aggiunto: «Noi rispettiamo tutti i vincoli e quindi talvolta faccio fatica a capire le polemiche». «Per chi vuole conoscere i numeri invito ad aspettare il Def tra qualche giorno», ha continuato. «L’Italia non viene in Europa come uno studente fuori corso ma come un Paese fondatore che rispetta i vincoli».

Prima che i due si vedessero, si era registrato un botta e risposta a distanza. Barroso aveva chiarito: «Il rispetto degli impegni presi» in sede europea è «fondamentale» per la fiducia nell’Italia e nell’Ue. Renzi aveva subito replicato: «L’Italia rispetta tutti i vincoli».

«Renzi chiederà che i fondi Ue vengano esclusi dai vincoli del Patto di stabilità»

Il premier, hanno detto questa mattina Errani e Fassino, a Bruxelles chiederà che i fondi strutturali vengano esclusi dai vincoli posti dal Patto di stabilità, così come gli investimenti per l’edilizia scolastica e il dissesto idrogeologico.

Oggi in programma anche una riunione di lavoro dei Capi di Stato e di Governo col presidente del Parlamento Europeo e la prima sessione di lavoro del Consiglio. Domani mattina in programma invece un incontro bilaterale con Van Rompuy.