Barilla: con dazi Trump a rischio miliardi di export

6 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Un pericolo salto all’indietro, così definisce l’ultima decisione dell’amministrazione americana guidata da Donald Trump che ha messo nel mirino i prodotti made in Italy, Paolo Barilla presidente dell’Unione Italiana Food, nata alla vigilia della Brexit che mette insieme le associazioni industriali di prodotti alimentari, circa 450 imprese.

Nel corso di un’intervista a la Stampa il presidente dell’Uif parla a tutto campo in merito al protezionismo americano targato Trump, allarmandosi sì ma al tempo stesso si dice convinto che si tratti di un fatto temporaneo.

“Si sta mettendo in discussione il senso del libero commercio così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 30 anni. È un salto all’indietro e credo che a breve ci potranno essere contraccolpi pesanti anche se in questo momento, con informazioni grezze e non ancora dettagliate, si rischia di fare allarmismo. Io comunque penso di tratti di un fatto temporaneo (…) sono ottimista nel lungo periodo. Il senso della storia va in un’altra direzione: è interesse di tutti tornare al libero commercio con regole ed equilibri che, sicuramente, si possono definire meglio. La qualità sarà l’elemento che guiderà questo processo. Senza dimenticare che fino ad oggi ha parlato solo una parte”.

Secondo Barilla presto l’Unione europea dovrà rispondere alle provocazioni di Trump altrimenti se assiste senza replicare se ne va della stessa identità dell’Europa unita. Ma non solo Trump. A preoccupare è anche l’embargo Ue nei confronti della Russia.

“Mi auguro che finisca al più presto. Le sanzioni sono state una decisione politica ma adesso i governi devono fare uno sforzo, nell’interesse dei cittadini, per superare queste divisioni”.

Per il numero uno dell’Uif anche sulla questione della Brexit occorre darsi una mossa e trovare un nuovo equilibrio.

“Anche in questo caso la storia è tutta da scrivere, e non la scrive solo una parte. Non penso si possa ragionare solo su azioni unilaterali e ritorsioni. Prima della rottura, anche con gli Usa, a Bruxelles eravamo impegnati negli accordi di nuovi standard di libera circolazione delle merci. Adesso lo scenario è cambiato e si deve trovare un nuovo equilibrio”.

Infine una domanda su quali siano per Barilla i mercati più interessanti.

“L’Iran ha un grandissimo potenziale e mi sembra un terreno molto aperto per le industrie italiane. In quel paese ci guardano con interesse e non hanno gusti alimentari molto lontani dai nostri. (…) La Cina è un grandissimo mercato per altre merceologie ma quando si parla di alimentare bisogna andare molto cauti, dobbiamo fare i conti con una cultura, anzi culture, alimentari molto differenti”.