Barclays non ha fatto abbastanza per impedire trading illeciti

3 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Barclays non ha sorvegliato in modo adeguato per cercare di impedire che i suoi traader compiessero attività illecite. La banca britannica è stata la prima a patteggiare con le autorità al processo sulle presunte manipolazioni del tasso interbancario del Libor nel 2012. Ma è da allora che sono iniziati veramente i suoi guai.

Nel 2013, solo un anno dopo che Anthony Jenkins è diventato Ceo al posto di Bob Diamond, le autorità di controllo americane della Federal Reserve di New York hanno messo sulla croce la divisione statunitense dell’istituto di credito quotato alla Borsa di Londra.

È quanto si evince da documenti interni top secret della banca di New York ottenuti da Business Insider in esclusiva. Barclays per il momento si è rifiutata di commentare la notizia.

In un rapporto datato 6 giugno 2013, risultato di un anno di analisi, la Fed di New York elenca nel dettaglio una serie di pratiche scorrette da parte della banca inglese in Usa, che avrebbe effettuato scarsi controlli nelle operazioni di investimento finanziario e che non si sarebbe attenuta ai protocolli di gestione dei rischi.

A destare sorpresa è in particolare la mancanza di controlli per evitare che i trader dell’istituto eseguissero operazioni finanziarie illecite senza il permesso della banca. Le transazioni biasimevoli dei cosiddetti ‘rogue trader‘ si collocano in un’area grigia a metà strada tra la violazione del codice civile e di quello penale, perché l’autore del reato è un dipendente di una società, il quale trasgredisce le regole senza che il suo datore di lavoro ne sia al corrente.

Barclays non ha saputo prevenire ‘rogue trading’

In ogni caso spetta all’azienda, Barclays in questo caso, assicurarsi che queste pratiche illegali non avvengano in suo nome e in generale. Dai dirigenti dell’istituto, insomma, le autorità di controllo americane si aspettavano maggiori controlli e più efficaci, anche perché era trascorso un solo anno dallo scoppio dello scandalo della manipolazione dei tassi di interesse cui aveva fatto seguito un rimpasto dei vertici.

Nei documenti Barclays è accusata

  • di non aver implementato i controlli necessari per impedire le attività di trading illecite.
  • di avere un’infrastruttura IT frammentaria e antiquata.
  • di non aver verificato l’efficacia dei controlli del suo braccio di gestione dei patrimoni.
  • di avere avuto “debolezze” nella sua divisione di intermediazione finanziaria degli investimenti.
  • per la bocciatura a Marginal da Fair della gestione dei rischi sotto il profilo giuridico, che l’ha resa passibile di multe e cause legali per le carenze della sua divisione ‘compliance‘.

L’anno scorso Barclays è stata in effetti poi multata 72 milioni di sterline dalle Financial Conduct Authority, la Consob britannica, per le sue pratiche scorrette in materia di compliance. La banca non ha effettuato i controlli necessari per impedire che un cliente, di cui aveva in gestione un patrimonio di 1,9 miliardi di sterline, commettesse il reato di riciclaggio di denaro.

Jenkins, allontanato nel luglio di un anno fa dall’attuale presidente esecutivo John McFarlane, aveva il ruolo di guidare la banca in una nuova era di responsabilità giuridiche e sociali dopo la crisi finanziaria del 2008. Sopratutto se si pensa che era il suo compito principale, dopo aver preso il posto del manager Diamond in un periodo in cui erano ancora freschi lo scandalo e le polemiche per la vicenda della manipolazione del Libor.

La sua missione era quella di porre rimedio alle falle dopo i vari scandali legali in cui tutto il settore bancario occidentale, e non solo Barclays, è finito impantanato, dai rischi eccessivi presi a caccia di profitti, alle accuse di distorsione dei mercati finanziari.

Debiti ed esposizione ai fondi hedge

Invece l’elenco sopra riportato dà bene un’idea dei tanti problemi che l’istituto di credito non è riuscito a risolvere e delle sfide enormi che ancora restano da affrontare dopo anni di scandali e mala gestione da parte del management di Barclays. Negli anni precedenti al 2012 le attività di investment banking sono cresciute a dismisura.

Motivo per cui, come sottolinea il report, Barclays avrebbe dovuto prestare un’attenzione “più alta del normale” alle attività di supervisione. La banca è stata criticata in particolare per la mancanza di controlli per prevenire operazioni illecite di “rogue trading“, che lo studio della Fed di New York definisce una “questione che richiede un’attenzione immediata” (“Matter Requiring Immediate Attention”).

Tra gli aspetti che destano ancora preoccupazioni vengono citati quelli riguardanti gli investimenti rischiosi, oltre le capacità finanziarie della banca, i livelli di indebitamento e l’esposizione ai fondi hedge.

Fonte: Business Insider