Bankitalia: “Tesoro sapeva che non poteva salvare le quattro banche”

9 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il crac delle quattro banche, Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti, che ha portato migliaia di risparmiatori – circa 10mila – a veder andare in fumo anni e anni di risparmi accumulati con grande fatica, non si poteva evitare.

Questo perché sembra che il Tesoro fosse già a conoscenza fin dal 2014 della situazione drammatica in cui versano i quattro istituti e più volte lo stesso dicastero dell’economia era stato avvisato dall’Unione europea che il Fitd, il Fondo interbancario, non sarebbe potuto intervenire e come tale le quattro banche non si potevano salvare.

A riportarlo oggi il quotidiano La Stampa che fa riferimento ad un memoriale in possesso della Banca d’Italia secondo cui si è speso più di un anno a “cercare soluzioni per le piccole banche in crisi con il coinvolgimento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), nonostante l’UE avesse avvertito il ministero dell’Economia fin dall’ottobre 2014 che qualunque intervento del sarebbe stato considerato un aiuto di Stato dalla Commissione”.

Intanto il 16 marzo due importanti associazioni di consumatori, come Adusbef e Federconsumatori si danno appuntamento sotto al Ministero dell’Economia per un presidio in via XX Settembre alle 11:30 per ricordare al Ministero che “il Governo non può voltare le spalle a migliaia di risparmiatori traditi dal sistema bancario e dal relativo sistema di vigilanza”.

“Sono trascorsi 4 mesi dal salvataggio delle ormai note banche Carichieti, Cassa di Ferrara, Banca Marche e Banca Etruria. Un tempo più che sufficiente per prendere adeguati provvedimenti tesi a restituire ai risparmiatori quanto dovuto. Invece tutto ancora tace. O meglio, se ne parla molto, ma manca ancora un provvedimento concreto (…) Noi rimaniamo fermi nel sostenere la necessità di un rimborso totale per i risparmiatori truffati, spesso indotti ad effettuare investimenti ed operazioni finanziarie ad alto rischio dietro inganni o ricatti (ad esempio per ottenere mutui o prestiti personali)”.