Bankitalia: alzare il tetto al contante favorisce l’evasione fiscale

5 Dicembre 2022, di Alessandra Caparello

Bankitalia punta il dito contro la manovra del governo Meloni, in particolare contro l’innalzamento del tetto al contante. E’ diretto Fabrizio Balassone, capo del servizio struttura economica del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, che nel corso della sua audizione di fronte alle Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato sulla manovra economica, sostiene che per il Pil è previsto un indebolimento nel trimestre in corso e in espansione nella media del 2023, ma con un forte rallentamento dei tassi di crescita rispetto agli ultimi due anni. Scrive Bankitalia:

“Vista l’elevata incertezza del quadro economico e gli spazi di bilancio limitati, l’impostazione scelta appare prudente. La congiuntura nel Paese ha mostrato sinora una tenuta, con un andamento ancora favorevole degli investimenti. Gli indicatori più recenti, però, indicano un rallentamento del trimestre in corso. Il quadro macroeconomico delineato nel documento di programmazione sostanzialmente non si discosta da questo scenario”.

Tetto al contante: i punti critici secondo Banca d’Italia

Entrando nel dettaglio delle misure in vista, focus sul tetto al contante, che la manovra vuole innalzare nel 2023 a 5 mila euro. Bankitalia in proposito scrive:

“Le disposizioni in materia di pagamenti in contante e l’introduzione di istituti che riducono l’onere tributario per i contribuenti non in regola rischiano di entrare in contrasto con la spinta alla modernizzazione del Paese che anima il Pnrr e con l’esigenza di continuare a ridurre l’evasione fiscale. […] Soglie più alte per l’utilizzo del contante favoriscono l’economia sommersa, mentre l’uso di pagamenti elettronici permettendo il tracciamento delle operazioni ridurrebbe l’evasione fiscale. […] I limiti all’uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione”.

Non si è fatta attendere la replica della premier Giorgia Meloni che risponde con la nuova rubrica “Gli appunti di Giorgia”, inaugurata sui social:

“Abbiamo aumentato il tetto al contante perché il tetto al contante sfavorisce la nostra economia perché siamo in un mercato europeo e, in un mercato europeo, il tetto al contante ha un senso se ce l’hanno tutti, mentre in Europa esistono diversi tetti al contante e molte nazioni che non hanno un tetto al contante. La Germania e l’Austria non hanno un tetto al contante. Questo significa che chi, magari straniero, ha contanti da spendere preferisce andare in altre nazioni perché l’Italia ha un tetto al contante.

È falso che la possibilità di utilizzare moneta contante favorisce l‘evasione fiscale in primo luogo, come dice bene la guardia di finanza, uno che vuole evadere evade comunque; ma soprattutto perché per paradosso più è basso il tetto al contante e più si rischia evasione perché siccome i contanti io posso averli in casa per svariati motivi e, se non li posso spendere legalmente, tenderò a farlo in nero. Quindi più abbassi il tetto al contante più favorisci l’evasione, più fai salire il tetto al contante meno favorisci l’evasione”.

In ogni caso si segnala il primo dietrofront del governo per quanto concerne l’obbligo Pos per gli esercenti solo sopra i 60 euro. Considerando le critiche, la premier ha parlato di cifra indicativa.

“Il piccolo importo attualmente individuato da noi è quello della sanzione. Oggi se un esercente rifiuta l’importo può avere una multa: fino a 60 euro noi non vorremmo obbligare il commerciante a dover accettare il pagamento elettronico. La soglia dei 60 euro è indicativa, può essere anche più bassa. Su questo c’è una interlocuzione con la Commissione europea, perché il tema del pagamento elettronico è uno degli obiettivi del Pnrr, quindi bisogna vedere come andrà a finire l’interlocuzione”.

Cosa ne pensano gli italiani

Ma gli italiani preferiscono il Pos, come emerge da un sondaggio di Euromedia Research di cui parla oggi “La Stampa”.

Soltanto il 33% condivide la linea del governo Meloni sui pagamenti elettronici e la soglia di 60 euro. Secondo il sondaggio il 56,2% degli italiani boccia il provvedimento. Tra questi un terzo degli elettori di Forza Italia e Fratelli d’Italia. E la maggioranza degli elettori della Lega. In compenso la misura è molto apprezzata dai commercianti: il 65,2% la promuove. giudizio sulla manovra.