Banche venete, corsa contro il tempo per evitare bail-in

26 Maggio 2017, di Alberto Battaglia

Sono programmati per oggi i Cda di Popolare di Vicenza e Veneto banca per la discussione del piano di salvataggio, dopo l’incontro avvenuto mercoledì fra i rispettivi numeri uno, Fabrizio Viola e Cristiano Carrus, con le autorità della concorrenza dell’Unione europea. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha già allontanato lo spettro più temuto intorno all’operazione, quello del bail-in.

“Il bail-in è una ipotesi esclusa” ha detto il ministro dell’Economia al termine del Forum della Pa, interrogato sul caso delle banche venete;”Cos’è il rischio bail in?”, ha aggiunto, “ci sono le procedure europee su cui stiamo lavorando. Le ipotesi sono chiare”. Per le banche venete “non c’è nessun problema di liquidità. Serve un monitoraggio continuo sulla situazione e noi contiamo di arrivare a una soluzione consolidata in tempi brevi”, sottolinea il ministro”.

Sempre nel corso della giornata di ieri una nota del Mef ha comunicato che sulle banche venete, “il dialogo con le autorità europee prosegue, con il comune obiettivo di concordare la soluzione che garantisca la stabilità delle due banche venete e salvaguardi integralmente i risparmiatori, nel pieno rispetto delle regole europee”.

Sotto il profilo della liquidità, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca dispongono di tutte le garanzie pubbliche necessarie. Il Governo Gentiloni “è impegnato perché la soluzione sia definita in tempi rapidi”. La notizia è stata resa nota in seguito all’incontro avvenuto fra il ministro Padoan e i vertici delle banche “per un’analisi congiunta della situazione”.

Nel frattempo lo sesso Mef ha dato il riconoscimento della garanzia pubblica su 2,2 miliardi di emissioni obbligazionarie per la Popolare di Vicenza e su 1,4 miliardi per Veneto Banca. Il totale coperto dalla garanzia, sale dunque a 10,1 miliardi.

La criticità più consistente sul tavolo resta però l’appianamento delle “perdite prevedibili” determinate dalla cessione dei crediti deteriorati e trovare una soluzione che non includa un intervento pubblico, che non sarebbe compatibile con la direttiva Brrd sul bail-in.

Allo stesso tempo reperire un miliardo da attori privati, come il fondo Atlante 1 e il Fondo interbancario di tutela dei depositi veicoli attraverso i quali, scrive il Sole 24 Ore, le banche “sane” hanno già perso oltre  cinque miliardi in seguito ai precedenti investimenti (quasi completamente svalutati).