Banche Usa, anche Jp Morgan avverte i dipendenti: “senza vaccino, rischio licenziamento”

11 Gennaio 2022, di Mariangela Tessa

Dopo Citigroup, anche JP Morgan Chase sembra pronta a seguire la politica dell’obbligo vaccinale per i dipendenti Usa (no jab, no job), pena rischio della perdita di lavoro. Lo ha fatto capire il numero uno della banca americana, Jamie Dimon, anticipando regole rigide in previsione di un ritorno al lavoro in sicurezza.

“Senza vaccino, non sarà possibile lavorare in ufficio”, ha spiegato alla CNN, spiegando che i dipendenti che non potranno svolgere le proprie attività in sede, non saranno pagati. “Vogliamo che le persone siano vaccinate”. Alla domanda su una possibile politica di lavoro ibrida in futuro in base alla quale i dipendenti dividono il loro tempo tra casa e ufficio, Dimon ha detto: “Al momento non abbiamo una risposta”.

Ma la decisione di JP Morgan non è l’unica del genere a Wall Street. La scorsa settimana, Citigroup ha affermato che il personale, residente negli Stati Uniti, non vaccinato contro il COVID-19 entro il 14 gennaio sarebbe stato messo in congedo non retribuito e licenziato alla fine del mese, tranne nei casi di esenzione.

Secondo gli ultimi dati governativi, in America sono 40 milioni coloro che ancora si rifiutano di vaccinarsi, col 21,3% degli americani aventi diritto (quelli dai 5 anni in su) ancora non immunizzati. Pienamente vaccinato invece il 62,4% della popolazione (circa 207 milioni di cittadini), di cui il 23% ha già ricevuto il booster.

Obbligo vaccinale: negli Usa è braccio di ferro

Le decisioni di JP Morgan e Citigroup arrivano proprio mentre alla Corte Suprema degli Stati Uniti va in scena un vero e proprio braccio di ferro sull’estensione dell’obbligo vaccinale al settore privato, fortemente voluto da presidente Usa Joe Biden per dare una spallata definitiva alla pandemia e una spinta decisiva all’economia.

In ballo i due decreti varati dalla Casa Bianca alla fine dello scorso anno e che prevedono l’obbligo di vaccinazione, già in vigore nel settore federale, anche in tutte le aziende sopra i 100 dipendenti e per tutti i lavoratori del settore sanitario. Due provvedimenti finiti subito al centro di una feroce battaglia legale, che vede dall’altra parte delle barricata le imprese e alcuni stati Usa a guida repubblicana. Spetterà dunque all’Alta Corte l’ultima parola, con la sentenza attesa nelle prossime settimane.