Banche stringono cordoni, preoccupa esplosione crediti deteriorati

29 Ottobre 2020, di Mariangela Tessa

In una congiuntura economica europea che rischia di subire una nuova pesante frenata, a causa della seconda ondata di contagi da Covid-19, le banche iniziano a stringe i cordoni del credito.
È quanto emerso da un’analisi della Banca centrale europea, secondo cui le banche europee hanno iniziato a inasprire gli standard creditizi per la concessione dei prestiti sia alle imprese sia alla famiglie. Dietro questa mossa, la preoccupazione per l’esplosione dei crediti deteriorati, cioè i prestiti erogati dalle banche che non vengono più restituiti o solo in parte a causa delle difficoltà finanziarie del debitore.

A questo proposito, un paio di giorni fa il il presidente dell’autorità di supervisione delle banche della Bce, Andrea Enria, in un’intervista al Financial Times, ha espresso i suoi timori sull’ammontare dei crediti deteriorati (Non performing loans o Npl) che potrebbe raggiungere i 1.400 miliardi di euro, ossia ben al di sopra dei valori raggiunti nel 2008 o nel 2011 durante la crisi dei debiti sovrani europei.

Crediti deteriorati, per evitarli standard più rigidi

Ma torniamo all’analisi della BCE. Lo studio, che messo sotto osservazione 143 banche dell’eurozona, ha evidenziato che nel corso del terzo trimestre gli standard di credito – ossia le linee guida interne delle banche per la concessione dei prestiti – sono stati rafforzati in tutte le categorie, senza distinzioni. Ovvero dai prestiti alle imprese, ai mutui per famiglie, passando per il credito al consumo e altri prestiti alle famiglie.

La percentuale netta di banche che segnalano un inasprimento degli standard di credito per prestiti o linee di credito alle imprese (percentuale netta di banche al 19%, cfr. Grafico 1)

Stesso discorso per i prestiti alle famiglie: con una percentuale netta del 20% per i prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni e del 9% per il credito al consumo e altri prestiti.

Come dicevamo, le banche hanno indicato il deterioramento delle prospettive economiche generali, l’aumento del rischio di credito dei mutuatari e una minore tolleranza al rischio come fattori rilevanti per l’inasprimento dei loro standard di credito.

Tale situazione dovrebbe persistere nel quarto trimestre del 2020, quando le banche prevedono che gli standard di credito continueranno a irrigidirsi. Questo a fronte di un atteso un netto aumento della domanda di prestiti alla luce delle nuove misure restrittive introdotte in Europa.