Banche italiane solide? Per gli investitori la risposta è negli stress test

1 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Quanto sono sane le banche italiane? Questa la domanda di un articolo apparso oggi sulla Cnbc che si interroga sulla solidità degli istituti italiani colpiti dalle preoccupazioni del mercato per la politica del Paese.

L’intero settore bancario europeo è sceso di oltre il 23 per cento negli ultimi 12 mesi. Ma in Italia il quadro è ancora più negativo. L’indice FTSE Italia è sceso del 22% dall’inizio dell’anno e del 34% rispetto al picco del 24 aprile. A pesare le preoccupazioni del mercato per la politica del Paese. Il governo giallo-verde che ha preso il potere a giugno, ha promesso di aumentare la spesa pubblica nel prossimo anno, suscitando preoccupazioni per la stabilità dell’economia italiana a causa dell’enorme accumulo di debito.

La maggior parte del debito italiano è detenuto da istituzioni nazionali, con le banche italiane che, secondo i dati di Citigroup, detengono il 20% del carico del debito totale. Di conseguenza, l’aumento dei rendimenti obbligazionari a causa delle preoccupazioni per la politica italiana ha creato problemi alle banche italiane. Questo perché quando i rendimenti aumentano significa che il rischio percepito è più alto. Significa anche che le possibilità di vedere un ritorno sulle loro obbligazioni italiane sono ridotte. Quindi, i tempi difficili per il debito italiano si estendono anche a chi lo detiene.

C’è “il rischio di un doppio smacco” ha detto Ricardo Garcia, capo economista della zona euro di UBS alla CNBC.

“Le banche sono già sotto pressione a causa delle perdite sulle loro partecipazioni italiane in BTP. Se si aggiungono potenziali problemi nei test di stress delle banche della BCE, le banche sarebbero sotto pressione da due lati”.

Delle 48 banche analizzate dalla Bce negli stress test quattro sono italiane: UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco BPM e UBI banca.

“Il settore bancario italiano sarà oggetto di particolare attenzione, viste le preoccupazioni del mercato in merito all’ancora relativamente elevato stock di non-performing loans“.

Così ha dichiarato Fabio Trussardi, analista bancario di UBS Global Wealth Management.

“Mentre quest’anno le ipotesi macroeconomiche saranno più severe, ci aspetteremmo un insieme di risultati complessivamente rassicuranti”.