Banche del futuro e blockchain, assunzioni in crescita. Le figure più richieste

11 Febbraio 2021, di Mariangela Tessa

Non solo ristrutturazioni e tagli. Le banche del futuro accelerano sul ricambio generazionale del personale, anche se le qualifiche richieste sono cambiate rispetto a qualche anno.

Complice la trasformazione digitale del settore, nei prossimi anni, le nuove assunzioni, vedranno nei prossimi anni una riduzione dei laureati in economia e una forte crescita dei laureati in discipline “STEM”: Sciences, Technology, Engineering, Mathematics.

È quanto sottolinea un’analisi condotta dal Sole 24 Ore, da cui emerge che nei piani industriali dei prossimi tre anni delle banche italiane c’è la stima di 10.000 assunzioni. Numeri che appaiono prudenti se si considera che, oltre alle banche tradizionali, nel conteggio si inseriscono anche i big del risparmio come Banca Mediolanum, Fineco, Banca Generali o  Illimity.

Banche del futuro: i profili più richiesti

Dalle indicazioni che arrivano dagli uffici del personale – sottolinea il Sole 24 Ore – se la quota dei laureati in economia sarà ancora la principale, non andrà oltre il 50% dei neoassunti.

Per rispondere al ruolo crescente della tecnologia e della blockchain in particolare saranno   invece, in  forte crescita con punte fino al 30%, i laureati nelle cosiddette discipline “stem”: Science, Technology, Engineering, Mathematics.

Facoltà da cui le banche attingeranno le risorse  sviluppatori di software e di architetture di information technology, specialisti di user e custodir experience, data scientist e analisti dei dati.

Tra le piccole-medie banche spiccano le previsioni dei numero di assunzioni che prevede di fare in tre anni il Gruppo Sella, da anni tra i più all’avanguardia nella trasformazione digitale, che punta ad assumere 764 nuovi dipendenti in ambito STEM.

È di pochi giorni fa l’annuncio del piano di assunzioni di Intesa San Paolo. Ma non sono solo i big del settore bancario ad avere piani di crescita del personale.

Dovrebbe rimanere stabile intorno al 20% la percentuale dei dipendenti in arrivo dalle facoltà umanistiche e giuridiche.