Banche: BCE prolunga stop dividendi fino al 2021

28 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

La notizia era nell’aria da giorni. Oggi è arrivata la conferma. Alla luce delle incertezze ancora legate al diffondersi del coronavirus, la Bce ha chiesto alle banche di evitare di pagare dividendi e di non effettuare buy-back fino al 1 gennaio 2021.

Francoforte invita inoltre le banche ad essere “estremamente moderate” sul fronte della remunerazione del variabile ai propri vertici, ovvero dei bonus ai vertici.

La decisione, che di fatto allunga la precedente raccomandazione valida fino ad ottobre, prende le mosse dalla necessità di garantire sufficiente liquidità per far fronte alla crisi economica legata al coronavirus.

Precisando che la misura è “temporanea ed eccezionale”, l’organismo di vigilanza ha spiegato che questa raccomandazione vuole “preservare la capacità delle banche di assorbire le perdite e sostenere l’economia in questo contesto di eccezionale incertezza”.

“Come dimostrato dall’analisi della vulnerabilità, il livello del capitale nel sistema potrebbe diminuire significativamente se si dovesse materializzare uno scenario grave”, spiega la BCE, aggiungendo che “darà alle banche il tempo sufficiente per reintegrare le riserve di capitale e liquidità al fine di non agire in modo prociclico”.

La notizia, come è facile immaginare, non fa piacere non solo agli investitori, che dovranno rinunciare alla cedola, ma alle stesse banche. Diversi istituti europei auspicavano la ripresa del pagamento dei dividendi e buy- back per rafforzare la performance di borsa dei loro titoli.

Con la raccomandazione odierna, la Bce si allinea all’Esrb, il Comitato europeo per il rischio sistemico guidato da Christine Lagarde, che circa un mese fa ha chiesto di fermare i dividendi almeno fino a gennaio.

Per gli intermediari italiani si tratta di un tesoretto di una decina di miliardi di euro circa, che non potrà essere distribuito agli azionisti.

Lo scorso anno le otto maggiori banche italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Ubi Banca, Mps, Bper Banca, Credem e Creval) hanno distribuito circa 5,7 miliardi di dividendi.