Banca Etruria, Davide Serra querela il M5S

18 Dicembre 2015, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Il Ceo e fondatore del fondo speculativo Algebris, Davide Serra, ha annunciato che sporgerà querela ai danni del Movimento 5 Stelle, per le “insinuazioni” infamanti contenute nel testo della mozione di sfiducia indirizzata al ministro Maria Elena Boschi per la vicenda del salvataggio di quattro banche regionali da parte del governo.

Serra, finanziere molto vicino al premier Matteo Renzi, era già stato sentito lo scorso 11 marzo dalla Consob, per chiarire la posizione del suo fondo nell’ambito delle operazioni sospette sul mercato che hanno preceduto i forti rialzi delle banche popolari, innescati dal decreto del governo che ne disponeva il riassetto.

Il presidente della Consob, Davide Vegas, aveva parlato in tale circostanza di plusvalenze effettive o potenziali “stimabili in circa 10 milioni di euro”. Il rialzo più sospetto è stato quello di Banca Etruria, un +57% che, dati i problemi finanziari in cui già versava l’istituto, furono quantomeno dubbi. Nella mozione di sfiducia del M5s al ministro Boschi (figlia di Pier Luigi Boschi, ex vice presidente di Banca Etruria), oggi in votazione, si legge:

Centro delle operazioni di speculazione sembrerebbero poi essere avvenute a Londra, dove opera Davide Serra, con il suo fondo Algebris, il quale, come noto, è molto vicino al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

E’ appunto l’ipotesi di questo coinvolgimento diretto, ancorché espresso col condizionale, a suscitare la reazione di Serra che replica nel suo comunicato:

[…] affermazioni e insinuazioni false a lui riferite, in particolare relativamente a Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, contenute nella mozione di sfiducia presentata da M5S e il cui esame è previsto questa mattina in Parlamento. Nelle opportuni sedi e a mezzo stampa, Davide Serra aveva già chiarito la propria estraneità, e quella di Algebris Investments, ai fatti riportati. Già lo scorso 12 febbraio, infatti, Algebris Investments aveva dichiarato di non aver mai fatto nella sua storia alcun investimento in Banca Popolare dell’ Etruria e del Lazio. Inoltre Algebris Investments aveva chiarito di non aver comprato alcun titolo di banche popolari italiane dal 1 al 19 gennaio 2015.

L’eventuale conflitto d’interessi del ministro Boschi, quindi, non avrebbe alcuna relazione con il fondo Algebris, poiché nessuna operazione era stata condotta sul titolo della Banca Etruria, il cui rialzo fu, sì, sospetto.

Sul quotidiano Libero era comparsa la notizia, ripresa da Vegas, ma mai confermata, per la quale il fondo di Serra avrebbe organizzato un workshop avente ad oggetto il cambiamento della normativa italiana sul credito cooperativo, che si sarebbe tenuto negli studi londinesi del fondo Algebris, nei giorni precedenti l’annuncio del decreto (venerdì 16 gennaio 2015) da parte del governo. “Un’invenzione” dei giornalisti, si era difeso allora Serra. Certo è che la Consob non ha, per il momento, fatto scattare alcuna sanzione nei riguardi del fondo Algebris.