Bail-in: per Visco niente truffa, anzi “evitati traumi”

23 Giugno 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Ignazio Visco riscrive a modo suo la storia del salvataggio delle quattro banche regionali con il regime europeo dei bail-in. Per il numero uno di Bankitalia, che continua imperterrito a giustificare il lavoro svolto dalle autorità per impedire il crac di CariChieti, Banca Etruria, CariFerrara, Banca Marche, non si è trattato di una truffa ai danni dei risparmiatori, ma di un intervento per evitare il peggio. Sono i cittadini che devono essere più informati e su questo lui si impegnerà personalmente.

Nessun riferimento alle polemiche sui prospetti informativi presumibilmente incompleti e fuorvianti. Parlando del regime di bail in, Visco ha spiegato che le misure di risoluzione “erano divenute l’ultima alternativa possibile alla liquidazione, che avrebbe avuto per la collettività effetti ancora piu’ traumatici”. “Esse hanno assicurato la continuità operativa delle banche avviandone il risanamento, nell’interesse dell’economia dei territori di insediamento; hanno evitato possibili minacce per la stabilità finanziaria; hanno consentito di non porre oneri diretti a carico dello Stato”.

Visco ha poi aggiunto che “l’insistenza sulla necessità di rafforzare le competenze dei cittadini in materia finanziaria muove dal convincimento che quelle competenze rappresentino il primo presidio di fronte a comportamenti dolosi che nessuna cornice normativa, per quanto valida, può impedire”.

Parlando all’audizione alle Commissioni riunite delle Finanze Visco ha anche affrontato la questione delle nuove regole di Basilea:

“Ci adoperiamo affinché il completamento di Basilea non comporti nel complesso un incremento significativo dei requisiti di capitale delle banche”, aggiungendo che “nel Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, la Banca d’Italia ha contribuito al lavoro di completamento dello schema internazionale di regolamentazione per le banche, che sarà portato a termine quest’anno. Gli obiettivi principali perseguiti sono stati: da un lato, ridurre la variabilità indesiderata dei coefficienti di rischio, con specifico riferimento alle attività per le quali alcune banche internazionali applicano coefficienti particolarmente bassi; dall’altro, evitare un aggravio eccessivo dei requisiti basati sui metodi standard, che vengono usati dalle banche minori e dovrebbero costituire un punto di riferimento anche per le banche maggiori”.

Riferendosi al programma straordinario di Quantitative Easing (il piano di allentamento monetario che prevede l’acquisto di titoli del debito, anche bond societari) promosso dalla BCE, Visco ha segnalato che Bankitalia a oggi “ha acquistato titoli per circa 156 miliardi di euro, di cui oltre 127 miliardi per titoli pubblici italiani” (erano rispettivamente 81 e 62 miliardi al 31 dicembre 2015).