Azionario Asia: segnali dalla Cina danno la spinta ai mercati

2 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in rialzo, con i dati sull’attività manifatturiera in Cina che scacciano i timori su un rallentamento economico nella seconda più grande economia al mondo. Euro a $1,3343.

Il dato ufficiale sull’indice Pmi (Purchasing Managers’ Index) cinese sale a 53,1 a marzo, rispetto a 51 il mese precedente. Oltre le attese di 50,5, raggiunge i massimi da 11 mesi.

Ne beneficiano le principali materie prime, con l’indice S&P GSCI in rialzo.

La rilevazione non va tuttavia a supporto dell’Hang Seng di Hong Kong, che pesa la minore probabilità di misure pro-crescita da parte delle autorità cinesi.

Il Premier cinese Wen Jiabao conferma che Pechino cercherà un approccio più equilibrato di crescita economica, per raffreddare il più possibile il mercato immobiliare e cercare di far fronte nel migliore dei modi alla minore richiesta di beni da esportazione.

In giornata attesi i dati sulla manifattura negli Stati Uniti.

Nikkei di Tokyo sospinto dalla debolezza dello yen giapponese, sulle attese di ulteriori stimoli monetari da parte della Banca centrale del Giappone. Migliorano anche le prospettive per gli esportatori verso la vicina Cina.

Nei primi tre mesi del 2012 l’indice azionario dell’area Asia-Pacifico, il MSCI Asia Pacific Index, è cresciuto +11%.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in rialzo (+0,21%). Nikkei (+0,26%), Seul (+0,76%), Sydney (-0,14%), Hong Kong (-0,54%), Shanghai (+0,47%), Singapore (+0,15%).

Commodities: Wti ($103,16, +0,14%), Brent ($123,17, +0,24%), oro ($1.670,20, -0,10%), argento ($32,495, +0,03%), rame ($3,8565, +0,82%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3350 (-0,05%), contro lo yen giapponese a ¥110,72 (-0,15%), contro il franco svizzero a CHF 1,2041 (+0,04%), contro la sterlina a GBP 0,8331 (-0,10%). Dollaro/yen a ¥82,94 (-0,06%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 2,75 punti (+0,20%) a 1.406,00. Rendimenti dei Treasury a 10 anni al 2,239%.

“Il dato sull’attività manifatturiera mostra che la domanda interna in Cina è tutto sommato in forze”, ha detto a Bloomberg Sean Yokota, analista nel valutario per Ubs. “Questo è un qualcosa di positivo perché se la domanda interna in Cina è buona, migliorano le prospettive per gli esportatori asiatici verso il paese”.