Autostrade per l’Italia: dopo vent’anni torna pubblica. Conclusa cessione a CDP

6 Maggio 2022, di Alessandra Caparello

Autostrade per l’Italia è tornata nelle mani dello Stato. E’ stato firmato il closing dell’operazione di cessione della partecipazione detenuta da Atlantia in Autostrade per l’Italia (pari all’88,06% del capitale e dei diritti di voto) a favore del Consorzio formato da CDP Equity (51%), Blackstone Infrastructure Partners (24,5%) e Macquarie Asset Management (24,5%).

Privatizzata nel 2000 con un incasso complessivo per lo Stato di circa 8 miliardi, ora Aspi torna in mano pubblica. La cessione della partecipazione, come si legge in una nota, è avvenuta ad un controvalore di € 8.198,8 milioni inclusa la ticking fee e al netto di minori altri aggiustamenti di prezzo previsti sempre dal contratto di cessione. “Il perfezionamento dell’operazione – come approvato dalle Assemblee degli obbligazionisti a novembre 2021 – rende efficace il rilascio, per alcune serie di obbligazioni che ne beneficiavano e per il debito verso la Banca Europea degli Investimenti, della garanzia prestata da Atlantia, e parimenti rende efficace le modifiche di alcune condizioni dei prestiti obbligazionari in scadenza nel 2022, 2024 e 2025” così una nota di Aspi. CDP Equity è una holding di investimenti controllata da Cassa Depositi e Prestiti, che ha l’obiettivo di perseguire la strategia di investimento in equity del Gruppo, direttamente, attraverso investimenti in società italiane di interesse strategico nazionale e in grado di generare valore nel lungo periodo, e indirettamente, attraverso società di gestione del risparmio che investono in diversi settori dell’economia italiana.

L’operazione era già stata definita lo scorso 31 maggio 2021, con il via libera alla vendita dato dai soci di Atlantia, e formalizzata poi l’11 giugno 2022 con l’accordo tra l’azienda e lo Stato. L’operazione è stata condotta a prezzi di mercato: le azioni di proprietà di Atlantia valgono 8,2 miliardi di euro e questa è la cifra che ora verserà la cordata formata da Cdp e dai fondi di investimento Blackstone e Macquaire, per acquistare il pacchetto azionario di maggioranza della società.

La cessione si è resa necessaria dopo i tragici fatti del 2018 quando il 14 agosto crollò il Ponte Morandi a Genova causando la morte di 43 persone. Da lì si aprì un contenzioso con lo Stato e Atlantia, la holding della famiglia Benetton culminata poi nella decisione di procedere alla cessione, scartando l’ipotesi di revoca della concessione.

Il commento dell’associazione vittime ponte Morandi

Proprio la notizia della cessione è stata criticata dal Comitato parenti vittime ponte Morandi, che definisce questa come “una delle pagine più scandalose della nostra storia”, visto che Autostrade per l’Italia è stata comprata dallo Stato al pieno prezzo di mercato. Inoltre, secondo la portavoce del comitato Egle Possetti, gli 8,2 miliardi di euro dell’operazione sono solo un piccolo acconto rispetto agli esborsi di cui il gestore pubblico dovrà farsi carico per ripristinare una rete autostradale gravemente ammalorata.

Egle Possetti ha poi affermato: “A nulla è servita la nostra indignazione, a nulla è servita l’indignazione di alcuni parlamentari, cittadini, tecnici, questa vendita è stata perfezionata. Non sono stati sufficienti 43 morti per rendere questa vicenda un reale punto di svolta. Ancora una volta un pugno allo stomaco alle nostre famiglie, uno smacco al nostro dolore, uno schiaffo agli italiani onesti. Nessuno in questo paese vuole cambiare, molti sperano che cali l’oblio, noi non possiamo permetterlo”.

Aspi: cosa farà dopo la cessione a CDP

Aspi gestisce oltre 3mila chilometri di autostrade in Italia, con concessioni a lungo termine. La concessionaria autostradale e le controllate sono responsabili di sviluppo, manutenzione e gestione di una rete autostradale che si estende su tutto il territorio nazionale e rappresenta circa la metà del sistema autostradale soggetto a pedaggio in Italia, con circa quattro milioni di clienti al giorno. Alla holding della famiglia Benetton, che riscuote per la cessione oltre otto miliardi di euro, restano comunque in capo gli oneri previsti per gli indennizzi e per gli investimenti previsti nel piano di ristrutturazione e ammodernamento della rete, oltre naturalmente ai costi sostenuti per la ricostruzione del ponte di Genova.

Nella giornata di ieri inoltre, si è riunita  l’Assemblea ordinaria di Autostrade per l’Italia, ricostituita a seguito della sospensione intervenuta lo scorso 28 aprile, in vista del perfezionamento dell’acquisizione delle azioni di Autostrade per l’Italia detenute da Atlantia da parte di Holding Reti Autostradali (HRA).
L’Assemblea ha deliberato di determinare in quattordici il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione e di nominare per gli esercizi 2022-2023-2024 i seguenti membri: Elisabetta Oliveri, l’attuale Amministratore delegato Roberto Tomasi, Massimo Romano, Francesca Pace, Roberta Battaglia, Fabio Massoli, Andrea Valeri, Jonathan Grant Kelly, Sergio Buoncristiano, Stephane Brimont, Robert Edward William Desmond Watt, Fulvio Conti e, dalle liste presentate dai soci di minoranza, Christoph Holzer e Hongcheng Li. L’Assemblea ha inoltre nominato Elisabetta Oliveri quale Presidente del Consiglio di Amministrazione e ha determinato i compensi per i componenti del Consiglio di Amministrazione.