Auto elettriche, l’investimento del momento: la Tesla cinese

30 Gennaio 2019, di Daniele Chicca

Molti ne avranno sentito parlare non tanto per le sue auto elettriche quanto per il balzo del 76% in un giorno alla Borsa di New York a settembre. La principale rivale di Tesla in Cina viene considerata uno degli investimenti con il maggiore potenziale del momento. La startup punta a raccogliere più di mezzo miliardo di denaro fresco per rafforzare la base di capitale e finanziare un massiccio piano di investimenti.

Per farlo NIO emetterà un bond convertibile in azioni da $650 milioni della durata di cinque anni. Il corporate bond sarà molto richiesto, secondo gli analisti. NIO, gruppo con sede a Shanghai, esiste da quattro anni e ha prodotto solo decine di migliaia di auto, ma ha già 8 miliardi di capitalizzazione pur essendosi quotata sul mercato Usa solo di recente, a settembre 2018. In tre mesi il titolo ha guadagnato il 17,63%. Da inizio anno il computo è di più 9% circa.

Il fatto che si affidi a un’emissione di debito a soli quattro mesi dalla sua IPO a New York la dice lunga sulla fiducia che il management ha nelle potenzialità dell’impresa. L’operazione ricorda da vicino quella della Netflix cinese iQiyi, che ha chiesto in prestito 750 milioni di dollari con un bond convertibile a novembre, dopo l’IPO dell’anno scorso.

Le società in rapida crescita che hanno bisogno di soldi per finanziare la propria espansione fanno sempre più affidamento negli strumenti dei bond convertibili. Sono bond più economici di altri titoli simili per via dei coupon bassi e danno all’obbligazionista l’opzione di convertire più avanti il debito in titoli azionari, a un prezzo prestabilito.

Gli investitori sono attirati da un’offerta del genere perché oltre ad assicurarsi un ritorno da investimento sicuro (il rendimento è fisso) hanno anche la possibilità di accumulare una piccola fortuna nel caso in cui le azioni del gruppo salgano di valore in Borsa. NIO, il cui primo azionista è Tencent, sta pensando di offrire un bond convertibile a cinque anni con un premio di conversione del 27,5-32,5%, stando a quanto riferito da Reuters. La forchetta percentuale del coupon è fissata al 3,5-4%.

Cina, il primo mercato di auto elettriche

Investire in NIO – bond o azioni che siano – è un guadagno sicuro secondo una delle leggende di Wall Street. L’esperto di vendite allo scoperto Andrew Left di Citron Research l’ha definita “molto di più di un’impresa cinese di auto elettriche”. Che fa affari in un paese considerato “il primo mercato” di auto elettriche.

Dopo la nota pubblicata lo scorso settembre, in un solo giorno le azioni hanno fatto un’impennata del 76% in Borsa. La formidabile corsa si è interrotta lì e dopo aver sfiorato i 12 miliardi di capitalizzazione le azioni hanno visto quasi dimezzato il loro valore.

Ma gli analisti valutano il prezzo del titolo in un range tra 6,25 e 8,25 dollari, in media più dei $6,94 attuali (+4% la prova degli ultimi sei mesi secondo gli schermi Bloomberg).

I gruppi di auto elettriche – anzi, di vetture ‘new energy’, come le chiamano in Cina – sono “anni avanti” rispetto alle grandi case automobilistiche tradizionali, secondo l’opinionista Hamish McKenzie. Per ovvi motivi, secondo l’esperto del settore. Le società classiche hanno modelli tuttora ancorati al passato e “non stanno facendo progressi abbastanza in fretta” da colmare il gap.

I giovani attori dell’elettrico, comprese realtà meno note al grande pubblico, ricevono pre ordini e ordini impressionanti. Ad agosto dell’anno scorso, nonostante tutti i problemi e i ritardi riscontrati nella produzione del modello, il Model 3 della casa guidata e fondata dal visionario Elon Musk ha avuto più successo della berlina best seller di BMW (la Serie 3) negli Stati Uniti.

È stato solo il primo test di Tesla nel segmento delle auto di lusso. La versione meno cara del Model 3 deve ancora uscire sul mercato ma Tesla ha già ricevuto centinaia di migliaia di pre ordini. Nel quarto trimestre Tesla ha dato alla luce il doppio di vetture rispetto al periodo precedente. Ed è diventata un’impresa redditizia.

NIO: il rapporto tra auto elettriche prodotte e consegnate nei mesi di metà 2018

“Uno stile di vita, un brand rivoluzionario”

Tesla ha fabbricato meno di mezzo milione di vetture in 14 anni di vita. General Motors ne produce 10 milioni ogni anno. Ma anche se le compravendite di modelli green sono basse oggi come oggi, la tendenza e la domanda per le vetture di Tesla da sola basta per intimorire l’establishment dell’industria automobilistica. E i gruppi analoghi  in Cina possono godere di un parco di clienti potenziali (e di nuovi ricchi) in continua espansione.

Nio “non è solo un’azienda che fa auto, è uno stile di vita e un brand che è pronto per rivoluzionare il settore. Non possiamo ignorare le implicazioni in termini di prezzo di Borsa” scrive Left in una nota. Persino Tesla sarebbe invidiosa del “fossato aziendale” che la società cinese sta creando intorno a sé.

L’espressione utilizzata è stata presa in prestito dal finanziere miliardario Warren Buffett. Si riferisce alla capacità di restare competitivi in  un determinato mercato. Proteggendo i profitti a lungo termine e la quota di mercato dalle società rivali. Come un castello medievale, il fossato serve a proteggere la fortezza e i ricchi al suo interno dagli agenti esterni.

Difetti di NIO: cash flow e auto non ancora “in-house”

Tra gli aspetti che nutrono dubbi si possono citare il cash flow negativo delle attività operative e il fatto che al contrario di Tesla (o di quanto facesse Apple agli albori sotto Steve Jobs) NIO non costruiste se le sue auto. Sono fabbricate dal gruppo statale Anhui Jianghuai Automobile Group (JAC) in uno stabilimento a Hefei. Come concordato nel contratto quinquennale firmato nel 2016 sarà così per altri tre anni.

Per i primi tre anni NIO paga per ogni auto prodotta e anche per le perdite operative della fabbrica. NIO non può quindi garantire al 100% la qualità del prodotto, visto che si affida a un gruppo concorrente e “mercenario” (che a maggio 2018 ha lanciato un SUV in collaborazione con Volkswagen). Le stime a livello di produzione di NIO e JAC sono per 50 mila auto quest’anno e 100 mila nei prossimi tre anni.

Nio vorrebbe avere le sue fabbriche e stabilimenti ma per farlo dovrà ottenere il permesso del governo. Shanghai sta già costruendo al gruppo un impianto, ma anche quando è pronto, non è detto che una licenza verrà concessa. Per paura che l’offerta sia in eccesso, nel 2017 la Commissione per la Riforma e lo Sviluppo Nazionale ha smesso di concedere permessi. Tanto è vero che non ne concede una da più di tre anni.

Concessionarie come degli Apple Store

Il report di Left non fa menzione di questi punti negative sembra una brochure promozionale di NIO. Dice che le concessionarie del gruppo si chiamano “NIO House” e non sono solo posti dove comprare un’auto, ma – un po’ come avviene per gli Apple Store – dei “club trendy“, per usare le parole di Left. Sono luoghi riservati ai soci con stile, dove i clienti possono socializzare e approfittare delle funzioni speciali dedicate a membri e abbonati.

“La lealtà della clientela di base e il riconoscimento del brand risultanti vanno anche oltre qualunque cosa Tesla sia mai stata capace di creare negli Stati Uniti nei suoi primi giorni di vita”, secondo lo storico short seller.

Un altro vantaggio su cui può contare Nio, fondata nel 2014 da William Li, è di essere arrivata dopo i precursori del settore. Può quindi trarre insegnamento dalle difficoltà crescenti riscontrate dagli altri gruppi di auto elettriche.

L’azienda è, secondo Left, “il modo peggiore di scommettere contro la Cina”. Come Tesla non è solo un’impresa di auto elettriche ma un modello di gestione visionaria che sta rivoluzionando l’industria automobilistica di lusso in Cina”. Proprio in un periodo in cui il governo della potenza asiatica ha fatto delle vetture a basso impatto energetico una delle priorità dell’agenda politica.

Molti ne avranno sentito parlare non tanto per le sue auto elettriche quanto per il balzo del 76% in un giorno alla Borsa di New York a settembre. La principale rivale di Tesla in Cina viene considerata uno degli investimenti con il maggiore potenziale del momento. La startup punta a raccogliere più di mezzo miliardo di denaro fresco per rafforzare la base di capitale e finanziare un massiccio piano di investimenti. Per farlo NIO emetterà un bond convertibile in azioni da $650 milioni della durata di cinque anni. Il corporate bond sarà molto richiesto, secondo gli analisti. NIO, gruppo con sede a Shanghai, esiste da quattro anni e ha prodotto solo decine di migliaia di auto, ma ha già 8 miliardi di capitalizzazione pur essendosi quotata sul mercato Usa solo di recente, a settembre 2018. In tre mesi il titolo ha guadagnato il 17,63%. Da inizio anno il computo è di più 9% circa. Il fatto che si affidi a un'emissione di debito a soli quattro mesi dalla sua IPO a New York la dice lunga sulla fiducia che il management ha nelle potenzialità dell'impresa. L'operazione ricorda da vicino quella della Netflix cinese iQiyi, che ha chiesto in prestito 750 milioni di dollari con un bond convertibile a novembre, dopo l'IPO dell'anno scorso. Le società in rapida crescita che hanno bisogno di soldi per finanziare la propria espansione fanno sempre più affidamento negli strumenti dei bond convertibili. Sono bond più economici di altri titoli simili per via dei coupon bassi e danno all'obbligazionista l'opzione di convertire più avanti il debito in titoli azionari, a un prezzo prestabilito. Gli investitori sono attirati da un'offerta del genere perché oltre ad assicurarsi un ritorno da investimento sicuro (il rendimento è fisso) hanno anche la possibilità di accumulare una piccola fortuna nel caso in cui le azioni del gruppo salgano di valore in Borsa. NIO, il cui primo azionista è Tencent, sta pensando di offrire un bond convertibile a cinque anni con un premio di conversione del 27,5-32,5%, stando a quanto riferito da Reuters. La forchetta percentuale del coupon è fissata al 3,5-4%.

Cina, il primo mercato di auto elettriche

Investire in NIO - bond o azioni che siano - è un guadagno sicuro secondo una delle leggende di Wall Street. L'esperto di vendite allo scoperto Andrew Left di Citron Research l'ha definita "molto di più di un'impresa cinese di auto elettriche". Che fa affari in un paese considerato "il primo mercato" di auto elettriche. Dopo la nota pubblicata lo scorso settembre, in un solo giorno le azioni hanno fatto un'impennata del 76% in Borsa. La formidabile corsa si è interrotta lì e dopo aver sfiorato i 12 miliardi di capitalizzazione le azioni hanno visto quasi dimezzato il loro valore. Ma gli analisti valutano il prezzo del titolo in un range tra 6,25 e 8,25 dollari, in media più dei $6,94 attuali (+4% la prova degli ultimi sei mesi secondo gli schermi Bloomberg). I gruppi di auto elettriche - anzi, di vetture 'new energy', come le chiamano in Cina - sono "anni avanti" rispetto alle grandi case automobilistiche tradizionali, secondo l'opinionista Hamish McKenzie. Per ovvi motivi, secondo l'esperto del settore. Le società classiche hanno modelli tuttora ancorati al passato e "non stanno facendo progressi abbastanza in fretta" da colmare il gap. I giovani attori dell'elettrico, comprese realtà meno note al grande pubblico, ricevono pre ordini e ordini impressionanti. Ad agosto dell'anno scorso, nonostante tutti i problemi e i ritardi riscontrati nella produzione del modello, il Model 3 della casa guidata e fondata dal visionario Elon Musk ha avuto più successo della berlina best seller di BMW (la Serie 3) negli Stati Uniti. È stato solo il primo test di Tesla nel segmento delle auto di lusso. La versione meno cara del Model 3 deve ancora uscire sul mercato ma Tesla ha già ricevuto centinaia di migliaia di pre ordini. Nel quarto trimestre Tesla ha dato alla luce il doppio di vetture rispetto al periodo precedente. Ed è diventata un'impresa redditizia. [caption id="attachment_527653" align="alignnone" width="1951"]NIO: il rapporto tra auto elettriche prodotte e consegnate nei mesi di metà 2018 NIO: il rapporto tra auto elettriche prodotte e consegnate nei mesi di metà 2018[/caption]

"Uno stile di vita, un brand rivoluzionario"

Tesla ha fabbricato meno di mezzo milione di vetture in 14 anni di vita. General Motors ne produce 10 milioni ogni anno. Ma anche se le compravendite di modelli green sono basse oggi come oggi, la tendenza e la domanda per le vetture di Tesla da sola basta per intimorire l'establishment dell'industria automobilistica. E i gruppi analoghi  in Cina possono godere di un parco di clienti potenziali (e di nuovi ricchi) in continua espansione.
Nio "non è solo un'azienda che fa auto, è uno stile di vita e un brand che è pronto per rivoluzionare il settore. Non possiamo ignorare le implicazioni in termini di prezzo di Borsa" scrive Left in una nota. Persino Tesla sarebbe invidiosa del "fossato aziendale" che la società cinese sta creando intorno a sé.
L'espressione utilizzata è stata presa in prestito dal finanziere miliardario Warren Buffett. Si riferisce alla capacità di restare competitivi in  un determinato mercato. Proteggendo i profitti a lungo termine e la quota di mercato dalle società rivali. Come un castello medievale, il fossato serve a proteggere la fortezza e i ricchi al suo interno dagli agenti esterni.

Difetti di NIO: cash flow e auto non ancora "in-house"

Tra gli aspetti che nutrono dubbi si possono citare il cash flow negativo delle attività operative e il fatto che al contrario di Tesla (o di quanto facesse Apple agli albori sotto Steve Jobs) NIO non costruiste se le sue auto. Sono fabbricate dal gruppo statale Anhui Jianghuai Automobile Group (JAC) in uno stabilimento a Hefei. Come concordato nel contratto quinquennale firmato nel 2016 sarà così per altri tre anni. Per i primi tre anni NIO paga per ogni auto prodotta e anche per le perdite operative della fabbrica. NIO non può quindi garantire al 100% la qualità del prodotto, visto che si affida a un gruppo concorrente e "mercenario" (che a maggio 2018 ha lanciato un SUV in collaborazione con Volkswagen). Le stime a livello di produzione di NIO e JAC sono per 50 mila auto quest'anno e 100 mila nei prossimi tre anni. Nio vorrebbe avere le sue fabbriche e stabilimenti ma per farlo dovrà ottenere il permesso del governo. Shanghai sta già costruendo al gruppo un impianto, ma anche quando è pronto, non è detto che una licenza verrà concessa. Per paura che l'offerta sia in eccesso, nel 2017 la Commissione per la Riforma e lo Sviluppo Nazionale ha smesso di concedere permessi. Tanto è vero che non ne concede una da più di tre anni.

Concessionarie come degli Apple Store

Il report di Left non fa menzione di questi punti negative sembra una brochure promozionale di NIO. Dice che le concessionarie del gruppo si chiamano "NIO House" e non sono solo posti dove comprare un'auto, ma - un po' come avviene per gli Apple Store - dei "club trendy", per usare le parole di Left. Sono luoghi riservati ai soci con stile, dove i clienti possono socializzare e approfittare delle funzioni speciali dedicate a membri e abbonati.
"La lealtà della clientela di base e il riconoscimento del brand risultanti vanno anche oltre qualunque cosa Tesla sia mai stata capace di creare negli Stati Uniti nei suoi primi giorni di vita", secondo lo storico short seller.
Un altro vantaggio su cui può contare Nio, fondata nel 2014 da William Li, è di essere arrivata dopo i precursori del settore. Può quindi trarre insegnamento dalle difficoltà crescenti riscontrate dagli altri gruppi di auto elettriche. L'azienda è, secondo Left, "il modo peggiore di scommettere contro la Cina". Come Tesla non è solo un'impresa di auto elettriche ma un modello di gestione visionaria che sta rivoluzionando l'industria automobilistica di lusso in Cina". Proprio in un periodo in cui il governo della potenza asiatica ha fatto delle vetture a basso impatto energetico una delle priorità dell'agenda politica. [caption id="" align="alignnone" width="890"]NIO Tesla cinese investimento del momento NIO presenta il suo SUV durante uno showroom a Shanghai[/caption]