Daniele Chicca pagina 106
Se l’è chiesto l’economista Olivier Blanchard: anche evitando la crisi i costi sarebbero alti, sia politici che in termine di coesione sociale, sia per l’Italia sia per l’Europa”.
Un’altra settimana è passata e per le richieste di sussidio di disoccupazione è un nuovo record minimo. Le nuove domande di indennità di disoccupazione sono scese di 10 mila unità a 203 mila la settimana scorsa. Si tratta di un livello inferiore a quello stimato (213 mila) e al dato precedente (di 213 mila) .
Indicatore “Bull/Bear Market Risk” tocca linea rossa: sugli stessi livelli che nel recente passato hanno preceduto due crolli di mercato. Ma un anno fa la banca si è sbagliata.
Migliora con il passare degli scambi la prova delle Borse europee, con solo la Spagna che scambia ancora in ribasso appesantita dai cali delle banche. Gli investitori iniziano a mettere da parte i timori di un’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina. BBVA e Santander pagano la loro esposizione ai mercati emergenti, ancora in
Nel giorno in cui l’amministrazione Trump dovrebbe imporre nuovi dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi, le Borse sono sotto pressione. Accusando un calo dello 0,3%, l’indice EuroStoxx 600 ha toccato i minimi da inizio aprile nelle prime battute, con il Dax e il Ftse 100 in ribasso dello 0,3 e 0,2%, nell’ordine.Piazza
Venti di guerra commerciale rafforzano il dollaro, aumentando le pressioni sull’area: come lira turca e peso argentino, rupia indonesiana ai minimi record. Sudafrica in recessione e Brasile al bivio.
Cina sta attuando una diversificazione dal dollaro dal 1983: si stima abbia accumulato 20.000 tonnellate di oro. Ma manca ancora un’alternativa al dollaro.
Nonostante le indiscrezioni positive sulla Brexit, la Borsa Usa apre comunque in territorio negativo. A pesare su Wall Street e sul sentiment degli investitori sono i timori legati alla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. L’indice S&P 500 cede 6,7 punti in avvio di seduta, il Nasdaq ne lascia sul campo 15,3, mentre il
Le indiscrezioni di Bloomberg secondo cui Germania e Regno Unito sarebbero pronte a fare concessioni nei negoziati sulla Brexit, quando mancano soltanto sei mesi alla deadline (marzo 2019) stanno spingendo in rialzo la sterlina, le Borse europee e i future sui principali listini Usa. Ci sono anche segnali positivi sulla questione critica del confine irlandese.
Mentre i timori di una guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e la forza del dollaro Usa penalizzano i listini azionari mondiali, gli ultimi dati pubblicati in Usa mostrano un deficit della bilancia commerciale – che il governo americano vorrebbe ridurre – in ampliamento rispetto al mese precedente. È una cattiva notizia per Donald