Austria: tutto da rifare, altro cigno nero in autunno

1 Luglio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Tutto da rifare in Austria e ora un altro voto rischia di mandare in frantumi l’unità europea e scuotere i mercati finanziari occidentali. È stato infatti invalidato l’esito del ballottaggio delle elezioni generali. Dalla Commissione Europea per ora no comment.

La notizia è una doccia gelata per i filo europeisti del Vecchio Continente, nonché per metà degli elettori austriaci che avevano tirato un sospiro di sollievo quando al voto politico l’aveva spuntata per una manciata di voti il candidato dei Verdi, il professore Alexander Van der Bellen.

Il ballottaggio delle presidenziali in Austria andrà rifatto per via delle irregolarità nello spoglio avvenute in alcuni seggi. Lo ha deciso la Corte costituzionale del paese dell’Eurozona, che invalidato il secondo turno. I giudici hanno vagliato il ricorso presentato dall’Fpoe, il partito di estrema destra guidato da Norbert Hofer (nella foto in alto in compagnia della leader del Front National francese Marine Le Pen), che alle elezioni era arrivato secondo.

“Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La nostra sentenza deve rafforzare il nostro Stato di diritto e la nostra democrazia”, ha detto a Vienna il presidente della Corte costituzionale Gehrart Holzinger prima di pronunciare la sentenza con cui è stato accolto il ricorso dello scorso 22 maggio.

È la prima volta che viene annullato un ballottaggio in Austria. Al ballottaggio era risultato eletto il verde Van der Bellen con uno scarto di meno di un punto percentuale, pari a circa 30 mila voti, rispetto al leader euro scettico Hofer. Il nuovo voto si dovrebbe tenere tra settembre e ottobre, in concomitanza con il referendum sulla riforma costituzionale in Italia, un altro evento che farà tremare i mercati perché rischia di gettare in una instabilità politica la terza economia dell’Eurozona e anche dell’Ue a 27, se effettivamente la Brexit si materializzerà e il blocco perderà il Regno Unito, membro della CEE dal 1973.

La Commissione europea “non ha commenti da fare su quella che è una decisione della Corte costituzionale di uno stato membro”, secondo quanto riferito dal portavoce dell’esecutivo a proposito dell’annullamento del ballottaggio delle elezioni presidenziali in Austria.