Aumento di stipendio: crescita mai così alta da nove anni

18 Settembre 2018, di Mariangela Tessa

Segnali positivi sul fronte dei salari, uno dei fattori chiave tenuti in considerazione dalle banche centrali nel processo di aumento dei tassi di interesse.  Nel secondo trimestre del 2018, secondo i calcoli di JPMorgan Chase & Co, a livello mondiale la crescita delle buste paghe ha segnato + 2,5%, un aumento che non si vedeva dal 2009.

Un risultato che si deve in parte al calo record della disoccupazione negli Stati Uniti, ma anche agli incentivi economici messi in atto dalle aziende in Giappone e nella zona euro per mantenere e attrarre personale. La banca americana prevede che i salari aumenteranno fino al 3% l’anno prossimo.

Per gli economisti, si tratta di una buona notizia per l’economia globale, che già sta godendo della migliore ripresa dal 2011, ma anche per le banche centrali, come la Federal Reserve, che proseguiranno nella politica di aumento del costo del denaro prima che l’inflazione si consolidi.

In un contesto di aumento generalizzato dei salari, nettamente più alti rispetto alla media sono gli incrementi salariali che si portano a casa i banchieri di Wall Street.

A dieci anni dal fallimento della Lehman Brothers, la crescita media degli stipendi nel 2017 è stata del 13%, il livello più alto dal 2008. Lo ha reso noto, il Comptroller dello Stato di New York, Thomas P. Di Napoli, secondi gli stipendi medi annui, bonus inclusi, hanno raggiunto  $422,500. Positiva anche la performance dei primi sei mesi del 2018 con una crescita accumulata dell’11%.