Asta: investitori non si fanno intimidire, domanda alta per i Bot

28 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Gli investitori sul mercato primario non si sono fatti intimidire dalle tensioni per l’evolversi della situazione in Grecia. Dopo il successo dell’asta di Ctze e Btpei di ieri, il Tesoro italiano è riuscito infatti a collocare tutti e 7 i miliardi di euro di Bot a sei mesi.

I tassi si sono pressoché dimezzati con i rendimenti che sono calati allo 0,16%, sfiorando il minimo storico dello 0,136% segnato lo scorso 27 agosto. Nell’emissione di dicembre si erano attestati allo 0,297%.

Come detto, molto buona è stata la domanda, pari a 12,18 miliardi di euro. Il rapporto tra domanda e offerta, il bid-to-cover, è così salito dal 1,39 dell’asta antecedente a 1,74.

“La richiesta ha registrato un forte aumento. Una copertura di tutto rispetto”, ha detto all’agenzia stampa DowJones un analista, precisando che l’ottima domanda indica che la discesa dei tassi potrebbe non essere finita qui.

Intanto la Germania ha riscontrato un mezzo fallimento nell’ultima emissione di titoli a lunga scadenza. I bund a 30 anni collocati sono scesi al rendimento dell’1,07%. Su 4 aste di bond nel 2015, due hanno avuto un esito deludente per il Tesoro a livello di domanda.

Nel frattempo la Germania ha collocato infati solo il 50% dell’ammontare previsto, con tassi ai minimi storici. La Germania offriva 2 miliardi di titoli ma ha ricevuto solo 1,212 miliardi di richieste e ha piazzato 939 milioni di euro. L’emissione è risultata quindi tecnicamente scoperta, “ma non è una novità”, come ha ricordato l’analista.

Lo Spread tra Btp e Bund viaggia sempre in rialzo tra i 124 e i 125 punti base. Il tasso italiano decennale sale all’1,58%. Chiaramente a influire negativamente sono le ultime notizie provenienti dalla Grecia, dove il governo ha incominciato a dare battaglia alla troika, interrompendo il piano di privatizzazioni concordato con i creditori internazionali in cambio degli aiuti finanziari.

Il mercato teme poi l’operato del nuovo Ministro delle Finanze, il docente di economia Yanis Varoufakis che è contrario all’austerity e favorevole a una rinegoziazione del debito.

La Borsa di Atene cede il 7% e i titoli a 10 e 5 anni sono saliti ai massimi di sempre sopra il 13%. Il mercato ha sempre più paura che la Grecia faccia default sul suo enorme debito, che supera i 320 miliardi.

Il nuovo premier ellenico Alexis Tsipras, 40 anni, ha dichiarato che il nuovo governo è “pronto a versare il suo sangue” per “ristabilire la dignità dei greci” e si è impegnato a cercare un accordo “percorribile, equo e a vantaggio di tutti” nella sua rinegoziazione del debito con i creditori internazionali.

Ieri il portavoce economico dell’esecutivo aveva precisato che tutti sanno che il debito è insostenibile e che la Grecia non riuscirà mai a ripagarlo tutto. Una parte di esso va per forza svalutata, secondo Syriza, come è avvenuto peraltro in altri casi nel passato. Ma saranno capaci i creditori Fmi, Bce e Commissione UE, che colpevolmente non si ritengono responsabili della crisi in cui è finita Atene, di perdonare? Il braccio di ferro è solo all’inizio.

(DaC)