Assicurazioni: “la classe di merito familiare rischia di penalizzare i più poveri”

19 Dicembre 2019, di Mariangela Tessa

Sul tema di RC auto l’Ordine degli Attuari, i professionisti esperti della materia, boccia dal punto di vista tecnico le modifiche contenute nel Decreto Fiscale appena approvato che consentono a tutti i componenti di una famiglia, anche in casi di rinnovo dei contratti e anche per veicoli di tipo diverso, motocicli compresi, di beneficiare della classe di merito bonus/malus più vantaggiosa esistente nella famiglia stessa.

Questo perché, secondo il parere degli esperti,  i premi assicurativi, anche se relativi a coperture obbligatorie come nel caso della RC auto, devono essere determinati con criteri “scientifici”, nel rispetto dei principi e delle regole della tecnica attuariale. Ciò con il primario obiettivo di garantire l’equità dei premi stessi, poiché a rischi più elevati devono corrispondere premi più alti, e viceversa.

“Tutti i provvedimenti legislativi che impongono “a prescindere” livelli di premi e/o di sconti per gruppi più o meno numerosi di assicurati contravvengono evidentemente a questo basilare principio. Non solo, contravvengono anche a all’altro principio, che dovrebbe essere ancora più ovvio, secondo cui il prezzo di ogni bene o servizio dipende innanzitutto dal suo costo, sia esso noto – perché già sostenuto come avviene nel tradizionale ciclo produttivo – oppure stimato, come avviene nell’attività assicurativa, in cui i ricavi precedono temporalmente i costi” scrivono in una nota.

Nell’assicurazione auto i costi sono costituiti essenzialmente dai risarcimenti per sinistri: soltanto il 21% del premio netto è infatti utilizzato per coprire altre voci di spesa.

Boomerang per le famiglie più povere

Nelle aspettative di chi ha voluto la nuova norma sulla classe di merito familiare c’è “una boccata di ossigeno” in termini di risparmio per le famiglie italiane, che vedrebbero così diminuire i costi complessivi per assicurare le proprie autovetture. Si tratta di aspettative realistiche?

“Per rispondere a questa domanda – sottolinea l’Ordine degli Attuari- , bisognerebbe prima chiedersi quale sarà l’effetto della norma sul costo dei sinistri, l’unico vero parametro per la determinazione del premio: probabilmente nessuno, dal momento che tra le cause e/o concause degli incidenti stradali (imprudenza, distrazione, uso del cellulare, cattiva manutenzione del veicolo e delle infrastrutture e chi più ne ha più ne metta) nemmeno la mente più fantasiosa potrebbe ipotizzare che ci sia il prezzo pagato per la polizza RCA”.

Secondo gli esperti,

“C’è da attendersi che le Compagnie di Assicurazione faranno in modo di recuperare i premi mancanti per riequilibrare il loro conto economico: o addebitandoli agli assicurati che non beneficiano di questa norma (tutte le famiglie con un solo veicolo a disposizione), oppure “spalmandoli” su tutti i contratti in maniera indifferenziata, quindi anche su quelli che hanno già raggiunto la miglior classe di bonus/malus per meriti propri. In entrambi i casi non potrà diminuire il premio medio complessivo, ma soltanto la sua distribuzione tra chi potrà beneficiare della norma (famiglie con molti veicoli di proprietà) e chi invece non potrà beneficiarne affatto.
Se, come è presumibile, il numero di veicoli di proprietà del nucleo famigliare è direttamente correlato al reddito disponibile, la norma penalizzerà di fatto le famiglie con reddito più basso, cioè quelle che possono permettersi un unico veicolo; oltre a quelle per cui tutti i veicoli sono già nella miglior classe, cioè le famiglie che avrebbero effettivamente diritto a pagare di meno”