Aspi, Di Maio insiste: “Via la concessione ai Benetton”

2 Gennaio 2020, di Alessandra Caparello

Con l’anno nuovo si ritorna a parlare di concessioni autostradali. E’ il capo politico del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio che conferma la necessità della revoca ad Aspi, la società della famiglia Benetton, dopo che nel decreto legge Milleproroghe è stata inserita una norma che taglia l’eventuale rimborso dovuto alla società.

Finalmente si avvia un percorso per alcune infrastrutture italiane, ma anche in generale, che ci permetterà di revocare le concessioni ai Benetton. Chi si è scandalizzato perché è crollato il titolo Atlantia, non lo hanno fatto quando è crollato il ponte Morandi. E la retorica che si perdono i posti di lavoro è una sciocchezza, perché i lavoratori saranno tutelati, piuttosto si perdono i profitti dei Benetton ed è giusto.

Così Di Maio in una diretta Facebook. L’avvio della procedura di revoca della concessione autostradale ad Aspi, Autostrade per l’Italia, spetta di fatto al Mit. I pentastellati insistono quindi sulla revoca e portando come esempio la Spagna dove da oggi alcune concessioni di Abertis (controllata proprio da Atlantia), non sono state rinnovate, con il passaggio in mano pubblica della gestione di alcune superstrade e autostrade. I cinque stelle vedono in Anas il gestore designato in caso di revoca ad Aspi.

Manutenzione stradale: cosa si è deciso nel tavolo al Mit

L’attacco del ministro Di Maio arriva mentre Aspi deve fare i conti con le conseguenze del crollo di parte della volta della galleria Berté sulla A26 tra Ovada e Masone, avvenuto il 30 dicembre scorso. Il ministro alle infrastrutture Paola De Micheli ha convocato una riunione d’urgenza in cui Aspi ha presentato un piano operativo di monitoraggio “della rete autostradale e delle gallerie, effettuato tramite società specializzate esterne. Dal canto suo la ministra Paola De Micheli ha chiesto ad Aspi di ridurre da tre a due mesi i tempi di verifica di tutte le autostrade e le gallerie gestite dal concessionario ed è stato istituito un Osservatorio tecnico che si riunirà ogni 10 giorni presso la sede del Ministero, affinchè venga rispettato il cronoprogramma. A partire dal prossimo anno inoltre verrà istituito presso il Mit un Osservatorio permanente di monitoraggio delle verifiche di sicurezza relative a tutte le strade e autostrade gestite in concessione.

Sul dossier revoca, parlando a Radio24 il ministro delle Infrastrutture conferma che sussistono «troppe evidenze di mancata manutenzione delle autostrade».

È ovvio però, è evidente a tutti, che qualcosa in questi anni è successo, o meglio temo che qualcosa non sia successo: abbiamo troppe evidenze, ahimè concrete, di situazioni di mancata manutenzione, di ritardi o di manutenzioni fatte secondo criteri che non sono oggettivi. Le conseguenze le decidiamo insieme ai miei colleghi, è una responsabilità collettiva.